Gli sfollati per il terremoto nei Campi Flegrei sono diventati più di 3.300

Quasi tutti hanno trovato sistemazioni da amici e parenti, anche perché nella zona c'è grande speculazione sui prezzi degli affitti

La struttura del Palatrincone, dove sono ospitate alcune persone che hanno dovuto lasciare le loro case dopo il terremoto (Cesare Abbate/Ansa)
La struttura del Palatrincone, dove sono ospitate alcune persone che hanno dovuto lasciare le loro case dopo il terremoto (Cesare Abbate/Ansa)
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A Pozzuoli, vicino a Napoli, il numero delle persone sfollate è salito a più di 3.300 dopo che gli ultimi sopralluoghi nell’area hanno rilevato altre abitazioni inagibili: erano circa duemila una settimana fa. Il 31 di luglio c’era stata una scossa di terremoto di magnitudo 4.7 nell’area dei Campi Flegrei, da sempre particolarmente soggetta a eventi sismici: questa però era stata la più forte scossa registrata nella zona negli ultimi quarant’anni, e aveva portato inizialmente all’evacuazione di centinaia di persone. Attualmente sono stati sgomberati 215 edifici e ci sono 1.322 famiglie senza una casa.

La maggior parte delle persone ha trovato una sistemazione autonoma da amici e parenti, mentre quelle rimanenti stanno soggiornando perlopiù in alberghi. Solo una minoranza, qualche decina, è al Palatrincone, il palazzetto dello sport di Pozzuoli, dove la protezione civile aveva allestito da subito delle brandine. Due settimane fa la Regione Campania aveva comunicato che avrebbe stanziato un milione di euro per finanziare il contributo per l’autonoma sistemazione, un sussidio tra i 400 e i 900 euro (variabili a seconda della grandezza del nucleo familiare) per pagare l’affitto di un alloggio.

Il 4 agosto il governo ha poi approvato un decreto-legge con cui ha stanziato 100 milioni di euro per riparare o riqualificare le abitazioni rese inagibili dal terremoto di fine luglio. Il decreto istituisce inoltre un fondo per contribuire in parte alle spese di chi decide di sistemare autonomamente la propria abitazione principale danneggiata dal terremoto e dunque sgomberata. Per questa misura sono stati previsti circa 1,9 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni per il 2027.

Nel frattempo, diversi comitati di residenti dei Campi Flegrei hanno segnalato un aumento dei prezzi degli affitti, che in alcuni casi sono diventati molto più alti dei prezzi medi di mercato. Negli ultimi giorni ci sono state diverse manifestazioni per protestare contro la speculazione e chiedere alla Regione di intervenire per contenere i prezzi. Anche il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, aveva detto di aver chiesto al prefetto di Napoli di intervenire ordinando un controllo della guardia di finanza. Alcune banche hanno inoltre dato ai residenti la possibilità di sospendere le rate dei mutui e dei finanziamenti per le abitazioni e per le imprese nelle zone danneggiate dal terremoto.

Un altro problema riguarda il porto di Pozzuoli. Il 14 agosto il sindaco ha firmato un’ordinanza che vieta il passaggio dei mezzi pesanti nel porto, perché lungo il percorso ci sono due edifici pericolanti. Ora i camion che partivano da Pozzuoli per portare rifornimenti alle isole di Ischia e Procida dovrebbero imbarcarsi dal porto di Napoli, ma la restrizione potrebbe causare problemi agli approvvigionamenti. Per questo lunedì è stata convocata una riunione in prefettura per discutere della situazione e valutare eventuali soluzioni alternative.

I Campi Flegrei sono una zona con un’alta intensità di eventi sismici, dovuti alla presenza di diversi vulcani dormienti, cioè che non eruttano da molto tempo, ma che provocano frequentemente fumarole, deformazioni del suolo e terremoti. Questi vulcani si trovano nella cosiddetta “caldera”, un’area ribassata di forma più o meno circolare dovuta allo svuotamento del magma sottostante dopo grosse eruzioni. Il suolo della caldera si deforma continuamente, si alza e si abbassa: è un fenomeno detto “bradisismo” ed è quello che provoca i terremoti.

– Leggi anche: Cosa sono i Campi Flegrei