A Pozzuoli ci sono ancora più di duemila sfollati
Per il terremoto di fine luglio: la maggior parte ha trovato una sistemazione temporanea, ma la situazione è ancora incerta
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A Pozzuoli, vicino a Napoli, 2.129 persone non sono ancora potute tornare nelle loro case dopo la scossa di terremoto di magnitudo 4.7 che c’è stata il 31 luglio nell’area dei Campi Flegrei, la più forte registrata nella zona negli ultimi quarant’anni. Finora sono state sfollate 813 famiglie e sono stati sgomberati 125 edifici. La maggior parte delle persone (2.023) ha già trovato una sistemazione temporanea da parenti e amici, mentre il restante centinaio è ospitato in alberghi della zona.
L’aggiornamento è stato dato durante una riunione del Centro coordinamento soccorsi che si è tenuta sabato in prefettura a Napoli. Al Palatrincone, il palazzetto dello sport di Pozzuoli dove la protezione civile aveva da subito allestito decine di brandine, ci sono ancora 65 persone. I vigili del fuoco stanno ancora facendo controlli sullo stato degli edifici, per verificarne la sicurezza. Nel complesso hanno fatto più di 1.200 interventi negli ultimi dieci giorni solo a Pozzuoli, dove sono operative 37 squadre.
Sono in corso anche sopralluoghi in varie chiese, dove nei giorni scorsi le funzioni sono state sospese per motivi di sicurezza e i parroci hanno organizzato messe per le strade.
Venerdì c’è stata una manifestazione di protesta degli abitanti, la terza nel giro di una settimana, che vorrebbero tornare nelle proprie case. Alcuni di quelli che non hanno trovato una soluzione alternativa si sono lamentati dei prezzi troppo alti degli affitti e hanno parlato di speculazione. Il sindaco di Pozzuoli, Luigi Manzoni, ha detto di aver chiesto al prefetto di Napoli Michele Di Bari di ordinare un controllo della guardia di finanza.

Il corteo degli abitanti di Pozzuoli, 7 agosto 2026 (ANSA/ FELICE DE MARTINO)
Altri problemi riguardano l’acquedotto cittadino, parzialmente danneggiato dalle scosse di terremoto. I danni si sono aggiunti a una rete idrica che Manzoni ha definito come già usurata: nei giorni scorsi sono state segnalate circa 70 tra interruzioni e guasti, già in buona parte risolti. Manzoni ha poi comunicato di avere avviato le procedure per sospendere i tributi comunali per le famiglie e per le attività commerciali.
Il 4 agosto il Consiglio dei ministri ha approvato un decreto-legge in cui tra le altre cose ha stanziato 100 milioni di euro per riparare o riqualificare le abitazioni rese inagibili dal terremoto di fine luglio. Il decreto istituisce inoltre un fondo per erogare contributi a chi decide di sistemare autonomamente la propria abitazione principale danneggiata dal terremoto e dunque sgomberata. Per questa misura sono stati previsti circa 1,9 milioni di euro per il 2026 e 4,5 milioni per il 2027.
La scorsa settimana anche la Regione Campania aveva deciso di anticipare un milione di euro per finanziare il contributo per l’autonoma sistemazione (CAS), un sussidio tra i 400 e i 900 euro (variabili a seconda della grandezza del nucleo familiare) per pagare l’affitto di un alloggio. Secondo il presidente della Campania Roberto Fico servirebbe però una legge speciale che definisca «in modo chiaro e perenne la condizione di unicità dei Campi Flegrei», stabilendo in anticipo le procedure, le risorse e i ruoli di chi deve intervenire in situazioni come questa. «Quello che succede qui purtroppo è la normalità per le persone. Dobbiamo riuscire a far convivere le persone con questo fenomeno, abbattendo maggiormente il rischio», ha detto Fico.
Alla forte scossa di venerdì erano seguite più di 180 nuove scosse di intensità minore, in una successione che viene definita sciame sismico. L’Osservatorio Vesuviano dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia ha dichiarato concluso lo sciame sismico domenica 2 agosto, verso mezzogiorno. Non ci sono stati morti, ma 26 persone erano state ferite.
La zona rossa è l’area che in caso di allarme per una possibile eruzione deve essere evacuata preventivamente perché potrebbe essere raggiunta da colate di materiale magmatico. La zona gialla è l’area dove, in caso di eruzione, potrebbero cadere ceneri vulcaniche e da dove per questo la popolazione potrebbe essere momentaneamente allontanata.
I Campi Flegrei sono una zona con un’alta intensità di eventi sismici, dovuti alla presenza di diversi vulcani dormienti, cioè che non eruttano da molto tempo, ma che manifestano frequenti segnali di attività come fumarole, deformazioni del suolo e terremoti. Questi vulcani si trovano nella cosiddetta “caldera”, un’area ribassata di forma più o meno circolare dovuta allo svuotamento del magma sottostante dopo grosse eruzioni. Il suolo della caldera si deforma continuamente, si alza e si abbassa: è un fenomeno detto “bradisismo” ed è quello che provoca i frequenti terremoti.



