Per un incendio in Spagna sono state spostate anche ossa di quasi mille anni
Quelle dei primi re d'Aragona, conservate in un monastero vicino a Huesca: le fiamme si estendono su 100 chilometri quadrati
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Da giorni è in corso un grosso incendio nei dintorni di Huesca, una città della comunità autonoma dell’Aragona nel nordest della Spagna. Giovedì si è avvicinato al monastero vecchio di San Juan de la Peña, dove sono conservati i resti di otto re d’Aragona, una delle dinastie reali più importanti dell’Europa medievale. Per non rischiare che fossero danneggiati dall’incendio, visto il loro valore storico, l’esercito spagnolo li ha spostati nel museo provinciale di Huesca.
Tra i resti portati in salvo ci sono le ossa dei re Ramiro I, Sancho Ramírez e Pedro I, vissuti nell’Undicesimo e Dodicesimo secolo, le cui tombe sono dentro al monastero. Tra le altre cose sono poi stati spostati alcuni dipinti e un’uniforme militare del Conte di Aranda, un politico importante nella Spagna del Settecento.
L’intervento è stato fatto dall’Unità di emergenza militare (UME), che si occupa di gestire i soccorsi in caso di calamità naturali. In questo video diffuso dall’UME si vedono i militari che portano fuori dal monastero varie casse di vetro contenenti le ossa e altri reperti.
Il monastero di San Juan de la Peña è suddiviso in due edifici, di cui uno incastonato nella montagna e costruito intorno all’Undicesimo secolo. Nei secoli successivi fu fortemente danneggiato da tre incendi, e nel 1676 i monaci costruirono l’altro, poco distante. Una docente di storia dell’università di Saragozza, Anabel Lapeña, ne ha parlato al País come del «simbolo delle origini dell’Aragona».
L’incendio era iniziato lunedì e si è esteso su un’area di cento chilometri quadrati, causando l’evacuazione di quasi 900 persone da 12 città diverse. Per ora non ha raggiunto né il monastero vecchio né quello nuovo.



