Perché proprio l’aeroporto di Lipsia è preso di mira per i sabotaggi
È uno snodo importante per il colosso della logistica DHL, ma anche per quello ucraino Antonov e per la NATO, fra le altre cose
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Mercoledì all’aeroporto di Lipsia è stato trovato un drone non autorizzato e contenente esplosivo su una pista: il ministro dell’Interno tedesco Alexander Dobrindt lo ha definito uno «scenario da attacco ibrido». Molte cose sono ancora poco chiare, ma l’episodio si aggiunge a una serie di tentativi di sabotaggio subiti dall’aeroporto negli ultimi anni, che per le sue caratteristiche è particolarmente preso di mira.
Lipsia è una città di 600mila abitanti nella Germania orientale, ma la rilevanza del suo aeroporto va ben oltre le sue dimensioni. È un importante centro logistico per le spedizioni aeree in Europa della grande azienda logistica DHL (di proprietà delle poste tedesche), che vi gestisce il passaggio di 2.500 tonnellate di merci al giorno. È il terzo aeroporto europeo per traffico di merci e il secondo in Germania, con più di 23mila voli cargo all’anno.
È inoltre un aeroporto militare usato anche dalla NATO, l’alleanza militare che riunisce la maggior parte dei paesi occidentali. Qui si trovano gli aerei usati dalla Soluzione internazionale di trasporto aereo strategico (SALIS), un sistema con cui alcuni paesi membri della NATO mettono in comune la possibilità di usare fino a cinque aerei Antonov AN-124-100 per trasportare materiale militare. Gli Antonov AN-124-100 sono fra gli aerei cargo più grossi al mondo e permettono di trasportare fino a 120 tonnellate di materiale, quindi consentono lo spostamento di mezzi militari che altrimenti sarebbe difficile fare in modo altrettanto rapido. Sono costruiti dall’azienda statale ucraina Antonov, che dall’inizio dell’invasione russa su larga scala ha accresciuto il suo legame con l’aeroporto di Lipsia.

Un aereo Antonov all’aeroporto di Lipsia il 6 agosto, con i colori della bandiera ucraina e la scritta patriottica «Be brave like Kherson» sotto all’abitacolo (Hendrik Schmidt/dpa via AP)
Antonov è una delle aziende ucraine più grandi e importanti, e si occupa sia della costruzione di aerei (fra gli altri costruì l’unico esemplare di AN-225, l’aereo più grande mai realizzato) sia di spedizioni, tramite Antonov Airlines. Dato che gli attacchi in Ucraina hanno di fatto annullato la possibilità di volare nel paese, dal 2022 l’azienda ha spostato il centro delle sue operazioni logistiche a Lipsia. Il drone non autorizzato che trasportava esplosivo è stato trovato proprio vicino a uno degli enormi aerei cargo Antonov. Alcuni media tedeschi avevano scritto che l’aereo trasportava munizioni, ma il governo ha poi smentito questa ricostruzione.
Per queste sue caratteristiche l’aeroporto di Lipsia è diventato uno dei principali obiettivi delle attività sospette che da anni colpiscono diversi aeroporti in tutta Europa. Nel 2023 ci furono 21 casi di volo non autorizzato, e nel luglio 2024 qualcuno provò a spedire quattro pacchi incendiari tramite aerei DHL e DPD (un’azienda francese) in partenza da Lipsia. Uno prese fuoco prima della spedizione, nel centro di smistamento pacchi dell’aeroporto. Se fossero stati innescati durante il volo, come previsto dagli autori, avrebbero potuto causare la caduta di un aereo. Agenzie di intelligence e governi europei non escludono l’interferenza di paesi stranieri, e ovviamente la Russia è fra i principali sospettati.
Anche per questo all’aeroporto di Lipsia, così come in altri nel continente, è stato installato un sistema di rilevamento dei droni. Non è chiaro perché mercoledì non abbia avvisato della presenza del drone poi ritrovato sulla pista. Si ritiene inoltre che in quel momento nei dintorni ci fosse un altro drone, dato che un aereo merci in atterraggio ha colpito in volo un oggetto non ancora identificato. L’aereo ha dovuto annullare l’atterraggio ed è stato dirottato verso il vicino aeroporto di Hannover.
– Leggi anche: Un po’ di risposte su tutti questi droni e attacchi russi in Europa



