La multa più grande di sempre a Meta sulla sicurezza dei minori
L'azienda è stata condannata a pagare 567 milioni di dollari per non aver protetto adeguatamente gli utenti più giovani dai rischi delle sue piattaforme
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Giovedì un tribunale del New Mexico, negli Stati Uniti, ha condannato Meta al pagamento di una multa da 567 milioni di dollari (quasi 500 milioni di euro), per non aver avvertito correttamente gli utenti dei pericoli che i minori corrono sulle sue piattaforme (Facebook, Instagram e WhatsApp), soprattutto riguardo ai predatori sessuali online e all’esposizione a materiale sessualmente esplicito.
La multa è la più grande mai ricevuta da Meta legata a questioni sulla sicurezza dei minori, e si aggiunge a quella di 375 milioni di dollari (325 milioni di euro) che sempre il tribunale del New Mexico le aveva inflitto a marzo di quest’anno. In totale, quindi, quest’anno Meta è stata condannata al pagamento di 942 milioni di dollari, oltre 800 milioni di euro.
Il giudice che ha emesso la sentenza di giovedì ha detto di ritenere che Meta rappresenti «un danno per il pubblico» paragonabile all’inquinamento atmosferico: ha anche ordinato all’azienda di istituire un fondo per ridurre i rischi per i minori.
Il tribunale ha inoltre ordinato a Meta di adottare alcune misure per la tutela dei minori: tra queste l’introduzione di un sistema per limitare il tempo trascorso su Facebook e Instagram dagli utenti minorenni all’interno del New Mexico, l’occultamento del numero di like ricevuti dai contenuti condivisi da questi utenti e l’introduzione di materiali informativi sui rischi per chi utilizza le piattaforme.
Durante il processo è emerso che Meta ha violato in più occasioni la legge del New Mexico sulla correttezza delle pratiche commerciali e sulla tutela dei consumatori. In particolare per il modo in cui gli algoritmi delle sue piattaforme indirizzano gli utenti verso contenuti considerati pericolosi per i minori. Nel processo che aveva portato alla multa precedente era emerso proprio che vari utenti usavano i social network di Meta per adescare persone minorenni e scambiarsi materiale pedopornografico.
Meta deve affrontare moltissime altre cause perché accusata di privilegiare la propria crescita e la massimizzazione dei profitti a discapito della sicurezza degli utenti più giovani. Il prossimo processo, in California, inizierà la prossima settimana.



