La funzione di Google Earth che è durata soltanto un giorno

Serviva a inserire elementi creati con l'AI alle immagini satellitari: c'è voluto pochissimo per capire che poteva essere usata in modi molto impropri

Un visitatore osserva una rappresentazione tridimensionale della Terra mentre utilizza il software Google Earth nel 2012 nella sede di Berlino, in Germania (Adam Berry/Getty Images)
Un visitatore osserva una rappresentazione tridimensionale della Terra mentre utilizza il software Google Earth nel 2012 nella sede di Berlino, in Germania (Adam Berry/Getty Images)
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Venerdì Google ha sospeso una nuova funzione che permetteva a chiunque di generare immagini tramite intelligenza artificiale e di sovrapporle alle mappe satellitari di Google Earth.

Lo strumento era stato reso pubblico appena un giorno prima, ma fin da subito erano iniziate a circolare sui social media immagini molto realistiche di scenari catastrofici, come un aereo che si schiantava contro un grattacielo di New York, un impianto nucleare esploso in Iran e immagini aeree di un bombardamento a Mosca.

L’azienda ha ricevuto numerosissime critiche online e in diversi articoli che avevano provato la funzionalità e capito il suo potenziale: lo strumento messo a disposizione potrebbe essere utilizzato in modo improprio per diffondere disinformazione e allarmismo online.

Per esempio Henk van Ess, un giornalista esperto di intelligenza artificiale, ha mostrato sui social come la funzione poteva essere usata per scopi politici: ha generato un’immagine satellitare che mostrava una gran quantità di persone migranti al confine degli Stati Uniti con il Messico.

Venerdì pomeriggio (tarda sera in Italia) Google ha pubblicato su X un post in cui annunciava di aver rimosso la funzionalità da Google Earth e di star «lavorando all’implementazione di misure di sicurezza più rigorose». Google si è difesa dicendo che le immagini generate dall’intelligenza artificiale non comparivano nell’interfaccia principale di Google Earth, e quindi non erano visibili agli altri utenti, e che erano contrassegnate da un segno identificativo che mostrava l’origine dell’immagine generata.

L’azienda ha inoltre dichiarato che la funzionalità era stata progettata per scopi legittimi, come strumento nell’ambito della geografia e della progettazione architettonica, e che «i professionisti del settore geospaziale» la stavano utilizzando in modo conforme.