Un colono è stato incriminato in Israele per aver ucciso un palestinese: è uno dei rari casi in cui violenze simili sono perseguite
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La procura di Israele ha incriminato Yinon Levy, un colono, per omicidio colposo con l’accusa di aver ucciso l’attivista palestinese Awdah al Hathaleen vicino a Umm al Khair, una cittadina palestinese in Cisgiordania, il 29 luglio del 2025. È uno dei pochissimi casi in cui un colono viene perseguito in Israele per violenze contro i palestinesi: secondo due associazioni per i diritti umani israeliane non ci sono processi del genere da anni, nonostante un grosso aumento degli atti di violenza. Ovviamente non è detto che il processo contro Levy si concluda con una condanna.
I coloni israeliani sono le persone che vivono negli insediamenti illegali con cui Israele occupa la Cisgiordania. Hanno una grande influenza sul governo di estrema destra di Benjamin Netanyahu, che da tempo sostiene l’espansione dell’occupazione israeliana in Cisgiordania. Negli ultimi anni, e ancora di più negli ultimi mesi, sono molto aumentati gli episodi di violenza dei coloni contro i palestinesi: spesso attaccano e intimidiscono le persone, distruggono gli edifici, danneggiano le coltivazioni e ostacolano in generale la vita della popolazione palestinese.
Secondo le accuse Levy uccise al Hathaleen con un colpo di pistola durante uno scontro fra un gruppo di coloni e uno di palestinesi, iniziato perché i coloni erano entrati in una proprietà palestinese con un escavatore mentre stavano costruendo dei nuovi edifici. I video ripresi sul posto mostrano che alcune persone palestinesi avevano provato a bloccare i coloni e l’escavatore, e che a un certo punto Levy aveva sparato nella direzione di al Hathaleen, che stava filmando la scena a pochi metri di distanza.


