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  • Mercoledì 5 agosto 2026

In Marocco i genitori cercano i figli che sono andati a Ceuta

Da giorni in centinaia si ritrovano al confine con la Spagna sperando di vederli tornare indietro, o almeno sapere che sono vivi

Persone migranti arrivate a Ceuta dal Marocco in fila per la distribuzione di cibo a Ceuta, il 3 agosto del 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
Persone migranti arrivate a Ceuta dal Marocco in fila per la distribuzione di cibo a Ceuta, il 3 agosto del 2026 (AP Photo/Antonio Sempere)
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Da giorni decine di persone si trovano dalla parte marocchina del confine con l’exclave spagnola di Ceuta non con l’intenzione di attraversarlo, ma per vedere chi torna indietro: sono i genitori e i familiari di alcune delle circa 70mila persone, in gran parte molto giovani, che la scorsa settimana sono entrate in massa a Ceuta sperando di poter chiedere asilo in Spagna.

Oggi quasi tutte sono tornate in Marocco, ma 99 persone sono morte mentre cercavano di compiere la traversata e decine sono disperse. Circa 2mila invece sono ancora a Ceuta: fra loro ci sono 862 minori non accompagnati che sono stati presi in carico dalle autorità spagnole.

Centinaia di genitori sono arrivati a Fnideq, la città marocchina più vicina al confine, da varie parti del paese, con la speranza di riconoscere i loro figli fra le persone che tornavano indietro da Ceuta. Nel frattempo mostrano ai passanti e agli altri migranti che hanno lasciato l’exclave le loro foto, chiedendo se qualcuno li riconosce.

Parlando con il País, una donna di circa 40 anni di nome Aisha ha detto di essere arrivata da Tétouan, una città 30 chilometri più a sud di Fnideq, per cercare sua figlia 15enne e suo figlio 12enne: «Mia figlia mi ha mandato un messaggio dicendomi che era arrivata in Spagna, ma di mio figlio non so ancora nulla». Hadijja, una donna di Tangeri arrivata al confine sabato, ha raccontato al Guardian che il suo unico figlio non risponde al telefono da giorni e che presume abbia provato ad andare a Ceuta. Alcuni genitori dicono di voler rintracciare i loro figli solo per sapere che sono vivi e per mandare loro dei soldi, ma sperano che questi riescano a rimanere in Spagna.

Le foto delle persone scomparse vengono inoltre pubblicate e ricondivise sui social media e dalle testate locali. Negli ultimi giorni lo sta facendo molto il media Tetouan Tube, che pubblica giornalmente sulla sua pagina Facebook, seguita da quasi mezzo milione di persone, le foto di persone scomparse inviate dai familiari.

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