I Massive Attack sono stati banditi da Singapore per avere esposto la bandiera della Palestina
Dopo averla sollevata alla fine di un concerto i componenti del gruppo sono stati interrogati e le loro camere d'albergo perquisite
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Robert “3D” Del Naja e Grant “Daddy G” Marshall, i due musicisti principali della band inglese dei Massive Attack, sono stati banditi da Singapore dopo aver mostrato una bandiera della Palestina durante un concerto. Dopo l’esibizione, avvenuta mercoledì scorso allo Star Theatre di Singapore, i membri della band erano stati trattenuti dalla polizia, separati e interrogati. Ad alcuni di loro sono stati anche sequestrati temporaneamente i passaporti, e sono state perquisite le loro camere d’albergo.
I Massive Attack, tra le band più importanti del trip hop britannico degli anni Novanta, sono energici sostenitori della causa palestinese, e i loro concerti sono pieni di riferimenti e messaggi che sensibilizzano verso le sofferenze a Gaza e contro l’occupazione israeliana.
Secondo la polizia di Singapore, quando alla fine del concerto hanno salutato il pubblico sollevando la bandiera palestinese hanno violato due leggi che regolano l’esposizione di bandiere, stemmi o simboli di paesi stranieri sul territorio nazionale e l’ordine pubblico, in particolare l’uso di eventi per sostenere cause politiche. Il comunicato di polizia dice che Del Naja e Marshall sono stati banditi dal paese, e di conseguenza alla band non verrà più rilasciato un permesso per esibirsi.
«Siamo rimasti sorpresi e amareggiati», ha detto la band in un post su Instagram, «da parte nostra non immaginavamo che mostrare la bandiera di uno stato sovrano riconosciuto da 157 paesi (la Palestina) violasse qualche legge».
Singapore negli ultimi anni ha mantenuto un basso profilo sulla guerra nella Striscia di Gaza, principalmente per via dei suoi buoni rapporti con Israele: dopo che Singapore ottenne l’indipendenza dalla Malaysia nel 1965, Israele aveva contribuito alla costruzione del suo esercito. Ufficialmente Singapore non riconosce la Palestina come stato sovrano e ha adottato una serie di misure come vietare le manifestazioni e vietare l’ingresso nel paese a turisti che indossano indumenti con riferimenti all’occupazione israeliana.
La polizia ha detto di considerare «con estrema serietà gli atti che potrebbero potenzialmente ledere l’armonia razziale e religiosa a Singapore e invita il pubblico, compresi gli stranieri, ad astenersi dall’importare la politica di altri paesi, poiché ciò può minare la nostra coesione sociale e lo stato di diritto».
I Massive Attack non sono l’unica band che negli anni ha avuto problemi a Singapore, un paese con un sistema di controllo rigido sulla libertà d’espressione e l’ordine pubblico su espressione e ordine pubblico. Negli anni Settanta i Led Zeppelin cancellarono un concerto dopo che fu chiesto loro di tagliarsi i capelli per potersi esibire: la cultura hippie secondo le autorità di allora rischiava di avere un effetto negativo sui giovani del paese. Nel 1993 invece a Madonna – allora conosciuta per le sue provocazioni – fu impedito di esibirsi per motivi etici e religiosi.



