La prima apparizione pubblica di Aung San Suu Kyi dal 2022
L'ex leader del Myanmar è agli arresti domiciliari: un incontro con la Croce Rossa è la prima prova delle sue condizioni dopo quasi quattro anni
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Lunedì l’ex leader del Myanmar Aung San Suu Kyi ha incontrato Arnaud de Baecque, rappresentante del Comitato Internazionale della Croce Rossa, nella capitale Naypyitaw. È una notizia importante perché di Suu Kyi, che ha 81 anni, non si avevano notizie da oltre tre anni. Finora i suoi familiari e i suoi collaboratori non erano nemmeno certi che fosse viva poiché non avevano avuto più contatti diretti con lei dal 2022, sebbene la giunta militare che governa il paese sostenesse che stava bene.
A febbraio del 2021 il governo attuale prese il potere con un colpo di stato in cui depose il governo di Suu Kyi e la arrestò. Nel dicembre del 2022 fu condannata dalla giunta militare a 33 anni di carcere, poi ridotti a 27. La fine dei processi fu l’ultima volta che i suoi avvocati la videro e le successive richieste da parte loro di incontrarla sono sempre state respinte. Ufficialmente Suu Kyi è agli arresti domiciliari dallo scorso aprile, ma non è noto il luogo dove li sta scontando.
In due delle quattro foto fornite dal governo si vede Suu Kyi con l’abito tradizionale birmano insieme a de Baecque in una stanza. In un’altra foto la si vede mentre taglia una torta di compleanno con il suo nome, con dietro un appendiabiti e degli scatoloni. La quarta foto mostra solo la torta di compleanno. Non sono state diffuse altre informazioni sulle foto.
Aung San Suu Kyi è una delle figure politiche più importanti e complesse nella storia recente del Myanmar. Fu attivista per la democrazia durante la dittatura militare seguita al colpo di stato del 1962, poi leader nonviolenta e prigioniera politica. Per il suo impegno, nel 1991 ricevette il premio Nobel per la Pace. Nel 2015 vinse le prime elezioni davvero libere in Myanmar da 25 anni, diventando leader di fatto del paese. Nel 2021 i militari ripresero il potere e deposero il governo di Suu Kyi.



