Sono cominciati i controlli di frontiera negli aeroporti italiani per chi arriva dalla Spagna
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Sabato sono cominciati i controlli dei documenti ai porti e aeroporti italiani per le persone in arrivo in Italia dalla Spagna, dopo che venerdì sera il governo italiano aveva deciso di ripristinarli per un mese a seguito della crisi migratoria di Ceuta. I controlli sono cominciati anzitutto nei principali aeroporti italiani, quindi quello di Roma Fiumicino e quelli di Milano Malpensa e Linate. Per ora la polizia aeroportuale controlla a campione i documenti dei passeggeri dei voli in arrivo.
Venerdì sera, subito prima dell’entrata in vigore della misura, l’aeroporto di Roma Fiumicino aveva avvisato i suoi passeggeri di «viaggiare con un documento di identità valido per l’espatrio» e che i voli avrebbero operato regolarmente. In estate soltanto all’aeroporto di Fiumicino sono più di 60 i voli che arrivano ogni giorno dalla Spagna. Per chi andrà dall’Italia in Spagna non cambia nulla.
Il ripristino dei controlli di frontiera è stato definito dalla maggior parte del giornali una «sospensione del trattato di Schengen» sulla libera circolazione delle persone nell’Unione Europea, anche se si tratta in realtà di una possibilità prevista dal trattato stesso, che consente di ripristinare i controlli di frontiera «in caso di minaccia grave per l’ordine pubblico o la sicurezza interna». È una misura ritenuta poco efficace (soprattutto perché Spagna e Italia non condividono una frontiera fisica) che il governo di Giorgia Meloni ha preso per ragioni soprattutto di immagine e posizionamento interno.


