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  • Sabato 25 luglio 2026

Tifare Kimi Antonelli o tifare Ferrari?

È il momento di chiederselo, visto come sta andando il Mondiale di Formula 1

Da sinistra: Charles Leclerc della Ferrari, Kimi Antonelli della Mercedes e Lewis Hamilton della Ferrari (AP Photo/Darko Bandic)
Da sinistra: Charles Leclerc della Ferrari, Kimi Antonelli della Mercedes e Lewis Hamilton della Ferrari (AP Photo/Darko Bandic)
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In Formula 1 non è facile scegliere per chi tifare. Non esistono squadre di club, non ci sono nazionali e non è nemmeno uno sport strettamente individuale come il tennis. In Formula 1, così come negli altri sport motoristici, ci sono i singoli piloti e ci sono le scuderie: il corrispettivo delle squadre, seppur formate da pochi piloti (nella Formula 1 gareggiano in due per volta) e guidate da logiche diverse. Inoltre, i piloti gareggiano quasi sempre per scuderie di una nazionalità diversa dalla propria.

Ammesso che si voglia tifare, quindi, per chi si tifa in Formula 1: per la scuderia o per il pilota? Non c’è ovviamente un’unica risposta possibile, e per come stanno andando ora le cose nel Mondiale di Formula 1, è una domanda particolarmente attuale in Italia.

Siamo a metà stagione e in testa alla classifica c’è il 19enne italiano Kimi Antonelli, che corre per la Mercedes, una scuderia tedesca. Dietro di lui, tra chi ancora può pensare di giocarsi il campionato ci sono Lewis Hamilton e Charles Leclerc, un britannico e un monegasco, entrambi della Ferrari, che come è ben noto è italiana, al punto da essere talvolta chiamata la “nazionale rossa”.

Erano decenni che non si vedeva un pilota italiano così dominante in Formula 1, ed erano anni che la Ferrari non era così competitiva. È il motivo per cui quest’anno, in Italia, la questione scuderia-o-pilota è molto più sentita e discussa del solito.

Di recente Sportweek, la rivista settimanale della Gazzetta dello Sport, ha pubblicato un sondaggio sull’argomento. A 1.835 persone italiane tra i 14 e i 64 anni è stato chiesto: “Pensando alla Formula 1 di oggi, per chi sente maggiore coinvolgimento o tifo?”. Ognuno poteva mettere fino a due preferenze, scegliendo due piloti, oppure due scuderie o (cosa più comune) un pilota e una scuderia. Valeva, insomma, il voto disgiunto. E Kimi Antonelli ha ottenuto gli stessi voti della Ferrari.

Non è un risultato scontato. La Ferrari è la scuderia più importante e vincente della Formula 1: è conosciuta, celebrata e tifata in tutto il mondo, ma in Italia ha da sempre una tifoseria appassionatissima. Antonelli, di converso, sta correndo solo il suo secondo Mondiale, eppure sembra suscitare – pure a prescindere dal sondaggio – un entusiasmo analogo.

Ma è comprensibile. L’Italia ha una lunga tradizione nel motorsport, eppure un pilota italiano non vince da oltre settant’anni il Mondiale di Formula 1, il campionato automobilistico più seguito e prestigioso. È una situazione ben diversa dalla MotoGP, dove ci sono molti piloti e scuderie italiane, e vincono pure spesso.

Alberto Ascari, il primo e unico italiano a vincere la Formula 1 con la Ferrari, nel 1952 e nel 1953 (Bernard Cahier/Getty Images)

C’è però una questione generazionale, che emerge anche dal sondaggio di Sportweek: a tifare per Antonelli sembrano essere soprattutto le persone che non hanno mai visto la Ferrari vincere un Mondiale (l’ultimo fu nel 2007) e che, soprattutto, hanno conosciuto la Formula 1 in un modo diverso rispetto alle precedenti generazioni.

La Formula 1 degli ultimi anni deve molto a Formula 1: Drive to Survive, la serie Netflix che dal 2019 racconta ogni stagione mettendo da parte (o semplificando molto) gli aspetti più tecnici, per concentrarsi invece sul lato umano e drammatico. La serie non si sofferma tanto su telemetrie, strategie o scelta degli pneumatici, ma punta molto su rivalità, invidie e rivincite. In questo modo ha reso il campionato più accessibile e ha permesso a molti nuovi tifosi di affezionarsi ai piloti prima ancora che alle macchine.

La stessa Formula 1 non promuove più soltanto il campionato o le gare, ma anche i piloti e le loro storie personali. I social abbondano di interviste, gag, scambi radio durante le gare, contenuti dietro le quinte e foto un po’ più spontanee e personali.

Una foto di Leclerc e sua moglie Alexandra Saint Mleux con il loro cagnolino

Questa tendenza a tifare soprattutto la persona non vale solo per l’Italia. Secondo un ampio sondaggio fatto dalla Formula 1 nel 2025 negli Stati Uniti il 40 per cento dei tifosi dice di identificarsi con un pilota, e solo il 21 per cento con una scuderia (c’entra anche il fatto che allora l’unica scuderia in parte statunitense era la Haas).

In Italia serviva probabilmente un pilota italiano forte e promettente perché qualcuno mettesse in discussione il “ferrarismo”, per anni raccontato come una “fede” sportiva. Per capirci, l’ex motociclista Valentino Rossi (uno degli atleti più tifati e vincenti di sempre, pur avendo corso per la maggior parte della sua carriera con delle moto giapponesi) ha già fatto parlare di “tradimento” sui giornali per aver detto:

Potete immaginare cosa rappresenti la Ferrari in Italia. È come una religione, ma io sono soprattutto un tifoso dei piloti e per questo adesso faccio il tifo per Kimi.

In uno dei tanti articoli che sono stati pubblicati sull’argomento Kimi-Ferrari, il giornalista Fabio Tavelli ha scritto:

Ragionare su schemi vecchi, ovvero che la Ferrari venga sempre prima di chiunque altro, forse è diventato antistorico.

Il tifo, però, non è sempre una cosa che si sceglie; e anche quando lo si sceglie, raramente lo si cambia. Per molti, anzi, non lo si cambia mai, per niente al mondo.

Insomma, non c’è una risposta giusta alla domanda se tifare Kimi Antonelli, la Ferrari o magari qualcun altro ancora in Formula 1. Non è nemmeno obbligatorio tifare per qualcuno.

Ma se proprio sentiste il bisogno di prendere parte – per colmare l’assenza o la scarsa competitività della nazionale in altri sport, o semplicemente per guardare le gare con maggiore coinvolgimento – potreste provare a chiedervi cosa conta di più per voi: il pilota (Antonelli) o la macchina (Ferrari), la novità (Antonelli) o la tradizione (Ferrari). Oppure, ma è una scelta molto analitica, e il tifo raramente lo è, potreste tifare Ferrari nel campionato costruttori, che somma i punti dei piloti della stessa squadra, e Antonelli nel campionato piloti, che però è ben più prestigioso.

La prossima gara di Formula 1 si corre alle 15 di domenica 26 luglio, in Ungheria.