Gli effetti speciali di “Odissea” sono perlopiù fisici

Christopher Nolan ha sotterrato gli stuntman e usato pupazzi giganti per riprodurre i mostri e gli episodi magici del poema

(Universal)
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Un elemento su cui quasi tutte le recensioni di Odissea uscite finora concordano è la potenza visiva dell’ultimo film di Christopher Nolan, che ha saputo mettere in scena i principali episodi del poema omerico in modo molto realistico. E ci è riuscito senza ricorrere in modo massiccio alla CGI (computer-generated imagery), cioè alle immagini generate al computer, una tecnologia utilizzata al cinema fin dagli anni Settanta e diventata ormai quasi indispensabile soprattutto nei film con creature fantastiche, mondi immaginari o elementi soprannaturali, come quelli presenti nell’Odissea.

Nolan ha sempre preferito impiegare effetti speciali “pratici” (cioè realizzati direttamente sul set), anche nei suoi film più ambiziosi. Per girare la scena dell’esplosione della bomba atomica in Oppenheimer, il suo film del 2023 dedicato all’omonimo scienziato a capo del progetto Manhattan, utilizzò una vera miscela di benzina, propano, magnesio e polvere di alluminio. E nove anni prima fece piantare un chilometro quadrato di mais per creare la fattoria di Joseph Cooper, l’ex pilota della NASA protagonista di Interstellar.

Ha scelto di procedere in questo modo anche in Odissea, un progetto in cui l’impiego della CGI avrebbe potuto facilitare moltissime cose. «La mia responsabilità è quella di girare il più possibile direttamente in camera, per dare al pubblico un motivo per credere a ciò che vede», ha detto Nolan in un’intervista al Los Angeles Times.

Le scene di navigazione, molto presenti e importanti, sono state girate realmente a bordo di barche: per quella di Ulisse è stata utilizzata la Draken Harald Hårfagre, la più grande nave vichinga costruita in epoca moderna, realizzata tra il 2010 e il 2012. Anche le parti con il cavallo di Troia sono “artigianali”: Nolan ha fatto costruire un’enorme struttura alta circa 10 metri, abbastanza grande da ospitare al suo interno gli attori che interpretavano i guerrieri greci nascosti.

Un’altra scena che la maggior parte dei registi avrebbe realizzato con la CGI è quella in cui la maga Circe trasforma i membri dell’equipaggio di Ulisse in maiali, per cui sono invece stati sfruttati protesi e materiali di scena con una resa molto simile a quella degli horror degli anni Ottanta.

Le parti con il ciclope Polifemo invece sono state realizzate con un pupazzo meccanizzato alto più di 6 metri, modellato sulle movenze dell’attore e mimo statunitense Bill Irwin. La scena è girata all’interno di una vera grotta: quella di Nestore, una cavità naturale vicino alla spiaggia di Voidokilia, nella regione greca della Messenia. Matt Damon ha raccontato che le riprese sono state difficilissime, e che fin dal primo momento ci sono stati degli intoppi. All’imboccatura della grotta c’erano migliaia di api, e Damon e la troupe sono stati costretti a farsi strada in quella «cortina» per entrare (motivo per cui nel film si sente un insistente ronzio).

Nella grotta c’era un odore nauseabondo. Le sequenze con Polifemo prevedevano infatti la presenza di un gregge di pecore (la troupe ne ha trasportate all’interno quaranta) perché nella storia di Omero Ulisse e i suoi compagni riescono a fuggire dalla grotta del Ciclope nascondendosi sotto il loro ventre. «Dopo un po’ tutto è diventato molto, molto umido e maleodorante», ha aggiunto Nolan.

Damon ha raccontato anche che, per rappresentare le anime dei morti nella terra dei Cimmeri che riemergono dal suolo, gli stuntman sono stati sepolti sotto la sabbia. Per permettere loro di respirare, sono stati utilizzati degli snorkel, cioè piccoli tubi collegati all’esterno che consentivano il passaggio dell’aria e che erano nascosti alla vista della macchina da presa. Ognuno di loro era seguito da un addetto alla sicurezza incaricato di verificare le sue condizioni di salute.

Le riprese dovevano svolgersi in tempi molto risicati. Una volta che gli stuntman erano completamente ricoperti dalla sabbia, la troupe aveva solo pochi minuti per girare la scena prima di doverli liberare e riportarli in superficie.

Nolan ha dovuto ingegnarsi anche per girare le parti con i Lestrigoni, il popolo di giganti antropofagi al servizio del re Antifate, di cui ha dato una rappresentazione che si discosta da quelle tradizionali. Per rendere credibile la loro forza e la loro enorme statura senza affidarsi alla CGI, il regista ha utilizzato tecniche pratiche come la prospettiva forzata e imbracature e sistemi di cavi che permettevano agli stuntman di essere sollevati e lanciati durante le scene.

Peraltro, l’episodio dei Lestrigoni è tra quelli per cui Nolan si è preso più libertà creativa nel suo adattamento dell’Odissea. Una delle ipotesi suggerite dai critici è che rappresentarli come dei guerrieri in armatura, anziché come brutali e selvaggi giganti lancia-massi, fosse un modo per differenziarli da Polifemo e rendere il film meno ripetitivo.

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Ovviamente per altre scene l’utilizzo della CGI era imprescindibile: poiché il film è stato girato interamente su pellicola, quindi in analogico, le scene interessate sono state scansionate digitalmente, sono state aggiunte le animazioni realizzate al computer e poi il file è stato nuovamente impresso su pellicola.

È il caso di Scilla e Cariddi, le due creature marine che, secondo il poema di Omero, minacciano il passaggio delle navi di Ulisse nello stretto di Messina. Nolan ha detto che per realizzare Scilla (un mostro a 6 teste) si è ispirato all’immaginario dei film di Guillermo del Toro, da cui ha imparato che «un mostro non è mai un mostro». Cariddi (un vortice che risucchia le navi di passaggio) è stata invece realizzata combinando riprese reali ed effetti digitali. La troupe ha creato un vero movimento vorticoso dell’acqua con alcune moto d’acqua che giravano intorno alla nave, poi trasformato digitalmente nel gigantesco gorgo visto nel film.