Le persone più tristi per l’annullamento del concerto di Bad Bunny

Sono quelle che avevano ottenuto l'accesso alla Casita, il palco secondario che ospita celebrità e fan qualsiasi selezionati sul momento

La Casita di Bad Bunny all'Ippodromo SNAI La Maura a Milano, 17 luglio 2026 (Sergione Infuso/Corbis via Getty Images)
La Casita di Bad Bunny all'Ippodromo SNAI La Maura a Milano, 17 luglio 2026 (Sergione Infuso/Corbis via Getty Images)
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L’annullamento del concerto di sabato sera del cantante portoricano Bad Bunny a Milano è stato una grande delusione per le circa 80mila persone presenti, che in molti casi aspettavano l’esibizione da oltre un anno e invece hanno potuto vederne solo una quarantina di minuti, prima che un fortissimo temporale costringesse all’evacuazione dell’Ippodromo La Maura. Ma tra queste ce ne sono alcune che erano probabilmente più deluse delle altre: quelle che per un motivo o per l’altro sabato sera erano riuscite a ottenere l’accesso alla esclusiva Casita.

Solitamente il posto più ambito a un concerto è quello quanto più vicino possibile al palco, ma per il tour di Debí tirar más fotos è stato diverso: il posto più desiderato era a decine di metri di distanza, più o meno in mezzo al parterre (l’area davanti al palco dove si assiste al concerto stando in piedi). La Casita, che per ogni data ha ospitato qualche decina di persone molto selezionate, è una struttura rosa e giallo pastello che richiama nostalgicamente la tipica casa portoricana, e in questi mesi di tour è diventata uno degli elementi più riconoscibili dello show di Bad Bunny, comparendo in migliaia di video e foto condivisi dai fan sui social.

La Casita è un palco secondario dal quale si esibisce lo stesso Bad Bunny per circa metà del concerto, in mezzo ai suoi ospiti. Alcuni sono persone famose: ci sono stati cantanti come Ricky Martin e Travis Scott, attori come Ana de Armas, Penelope Cruz e Javier Bardem, e alcuni degli sportivi più forti al mondo, da LeBron James a Novak Djokovic a Lamine Yamal. Ma la vera invenzione che ha reso la Casita così popolare è il fatto che accanto alle celebrità c’erano sempre molte persone normali, scelte tra il pubblico e con la possibilità di assistere da una posizione privilegiata alle canzoni più famose, a pochi metri da Bad Bunny o addirittura ballando e interagendo con lui.

Tra i molti post pubblicati sui social network dopo il disastro del concerto di sabato, alcuni erano proprio delle persone che – in maniera inattesa e insperata – avevano ricevuto poco prima del temporale il prezioso braccialetto per vedere il concerto dalla Casita. Il metodo con cui lo staff seleziona le persone da invitare non è mai stato reso pubblico, tanto che in questi mesi le persone si sono scervellate sui social per capire come avere più possibilità di essere scelti.

Jacopo Castellini, un fan che è stato scelto sabato sera, racconta al Post che, come molti altri, nel suo caso «si è trattato di pura fortuna».

Prima di ogni concerto infatti un collaboratore che ha lavorato al tour di Debí tirar más fotos girava tra il pubblico (concentrandosi nella sezione del Golden Circle o in quella del PIT, le più avanzate del parterre), e sceglieva alcune persone proponendo loro di vedere il resto del concerto dalla Casita, consegnando il braccialetto.

Sabato però non è successo: Castellini racconta che alcune delle persone selezionate – tra cui la cantante Elodie – erano già dentro alla struttura, e lui sarebbe dovuto entrare poco prima del cambio di palco di Bad Bunny, che si sposta lì dopo aver iniziato il concerto su quello principale. Tuttavia ha cominciato a piovere ed è stato dato l’avviso che il concerto si sarebbe fermato per 10 minuti: «il concerto non è mai stato ripreso e poi non si è capito più niente. Un sogno infranto», dice Castellini.

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Numerosi content creator e fan di Bad Bunny hanno raccontato la loro esperienza deludente sui social, in alcuni casi scherzando su come siano passati da una delle serate più belle della loro vita a una delle peggiori. Tra le altre, l’influencer Anna Gegnoso ha raccontato di essersi infradiciata come tutti gli altri spettatori. Alcuni fan, approfittando della confusione dell’evacuazione, sono invece riusciti a entrare nella zona della Casita.

In questi mesi la persona dello staff di Bad Bunny addetta alla selezione degli invitati è diventata una specie di celebrità sui social: si chiama Jeremy Villanueva, e alcune persone hanno anche cercato di contattarlo prima del concerto per assicurarsi un posto nella Casita.

La content creator Victoria Frachessa racconta di aver contattato Villanueva su Instagram per chiedere se lei e una sua amica potessero essere ammesse al concerto di venerdì sera all’Ippodromo: «mi ha risposto di sì, “assolutamente”. Io comunque non mi fidavo al 100 per cento, magari poi se ne sarebbe dimenticato. Invece prima del concerto è venuto nel parterre come al solito, noi ci siamo presentate ed è successo veramente».

In certi casi la prossimità al palco non è stata del tutto essenziale: Bad Bunny stesso dopo l’inizio dei concerti era solito passeggiare per le arene e selezionare qualche persona, anche tra quelle sedute nelle prime file delle tribune. Prima di accedere all’area della Casita i telefoni degli ospiti venivano chiusi dentro delle buste sigillate con un antitaccheggio, in modo che non potessero essere usati durante l’esibizione. Frachessa racconta che all’interno la struttura «è proprio arredata come una casa»: c’erano un piano bar aperto per gli ospiti, dei sofà e un bagno. Le persone si potevano posizionare a piacimento sul porticato, in modo da poter stare in prima fila, come ai concerti: «i più veloci si sono messi di fronte», dice Frachessa.

Un altro aspetto che aveva un ruolo nella selezione era l’outfit dei fan. Un abbigliamento particolarmente vistoso e in linea con l’estetica latina e legata al reggaeton del tour sembrava aumentare le probabilità di essere scelti: molte delle persone invitate indossavano abiti, top e accessori dai colori vivaci e dallo stile appariscente e alla moda. Questa attenzione all’aspetto esteriore degli ospiti, oppure alla loro notorietà, ha attirato anche un po’ di critiche sui social, da parte di chi l’ha considerata un’operazione elitaria e sessista, specialmente visto il fatto che la stragrande maggioranza degli ospiti erano ragazze giovani.

La Casita stessa, che Bad Bunny aveva usato come elemento scenico per la prima volta allo spettacolo dell’intervallo del Super Bowl, era stata del resto ideata per rappresentare dei valori più tradizionali e legati al senso di comunità e famiglia. Riproduce infatti una casa bassa tipica di Porto Rico, molto diffusa nei quartieri del ceto sociale medio-basso dei paesi del Sudamerica. Proprio per questo alcuni fan hanno visto una contraddizione tra il significato originario della struttura – cioè quello di casa di persone comuni, famiglie proletarie – e il modo in cui è avvenuta la selezione degli ospiti. In molti casi, hanno notato i fan, le persone selezionate non sapevano nemmeno i testi delle canzoni.

La performance di Bad Bunny durante l’intervallo del Super Bowl a Santa Clara, in California, 8 febbraio 2026 (Kevin Mazur/Getty Images for Roc Nation)

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