È previsto un weekend di gran caldo e temporali

Ci saranno massime fino a 40 °C nelle isole, ed è stata diffusa un'allerta meteo per quattro regioni

In cerca di refrigerio sul Po, a Torino, 14 luglio 2026 (Daniele Solavaggione/LaPresse)
In cerca di refrigerio sul Po, a Torino, 14 luglio 2026 (Daniele Solavaggione/LaPresse)

Per sabato 18 luglio il ministero della Salute ha assegnato il “bollino rosso” a 16 città. È un’indicazione del Sistema nazionale di previsione e allerta delle ondate di calore, gestito dal ministero e la Protezione Civile, e funziona come un semaforo con quattro livelli. Il bollino rosso è quello più alto: segnala condizioni tali da mettere a rischio tutta la popolazione, non solo le persone fragili.

Sono previste massime fino a 37 °C, anche se le temperature percepite possono essere notevolmente più alte, soprattutto nelle città, in zone prive d’ombra e di parchi o alberi, e con molto cemento. In Sardegna e Sicilia arriveranno fino a 40 °C. L’ondata di calore dovrebbe progressivamente diminuire di intensità domenica e lunedì, prima nelle regioni del Nord e poi anche in quelle del Centro e del Sud, grazie a correnti più fredde provenienti da Sud.

Contestualmente al caldo sono previsti anche temporali in alcune zone d’Italia. La Protezione Civile ha diffuso l’allerta gialla, il livello più basso, nelle Marche, in Emilia-Romagna, in Veneto e in Friuli Venezia Giulia. Succede spesso, durante le ondate di calore, che si verifichino temporali molto localizzati e brevi ma intensi: sono dovuti al fatto che l’aria sale verso l’alto e incontra quella fresca in quota, formando piogge e spesso anche grandine.

Può sembrare un paradosso, ma è proprio per via delle alte temperature che ci sono grandinate intense. L’aria molto calda al suolo è il carburante principale dei temporali: più fa caldo più si sviluppano forti correnti verso l’alto, che portano l’umidità del suolo a circa 10mila metri dove la temperatura è ampiamente sotto lo zero. Qui le gocce d’acqua gelano pressoché istantaneamente in chicchi di ghiaccio, che dopo essere rimasti sospesi nelle nuvole a un certo punto, quando diventano troppo pesanti per essere sostenuti dalle correnti, precipitano.

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