Perché la finale dei Mondiali si gioca in New Jersey
È vicino a New York, la città di Donald Trump, e lo stadio è molto grande; ci sono state però diverse critiche sull'erba e sulla logistica
di Valerio Moggia
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Il MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, sarà la sede della finale dei Mondiali di calcio. In realtà, per ragioni di sponsor durante i Mondiali si chiama New York/New Jersey Stadium, includendo anche il nome della grande (e ben più famosa) città vicina.
La scelta di questo stadio per la finale è per certi versi ovvia: con i suoi 80.663 posti, è il più capiente tra quelli selezionati negli Stati Uniti, il paese che ha ospitato tutte le partite del Mondiale a partire dai quarti di finale. Solo un altro stadio in tutto il torneo aveva una capacità maggiore, l’Azteca di Città del Messico (80.824 posti), che però aveva già ospitato due finali del Mondiale, nel 1970 e nel 1986. Per la FIFA quindi la scelta doveva cadere su una delle principali città statunitensi, e Los Angeles era già stata la sede della finale dell’edizione del 1994.
Il MetLife Stadium è stato inaugurato nel 2010 e ha sostituito lo storico Giants Stadium, che sorgeva nella stessa zona di East Rutherford. Il Giants Stadium era stato l’impianto di riferimento per le principali squadre sportive di New York: ci giocavano i Giants e i Jets, di football americano, e i Cosmos, la squadra di calcio in cui alla fine degli anni Settanta giocò Pelé. Aveva ospitato anche, fino alla sua demolizione nel 2009, le partite dei New York Red Bulls, un’altra squadra di calcio cittadina, nata nel 1994 come New York MetroStars.
Oggi il MetLife Stadium è usato principalmente per il football americano, e ospita ancora gli incontri dei Giants e dei Jets, mentre è molto meno usato per il calcio. È una situazione comune a molti stadi statunitensi del Mondiale, tutti nati o come impianti polifunzionali o esclusivamente per il football americano. Del MetLife Stadium si è però parlato fin da subito in termini abbastanza critici, soprattutto per via del suo manto erboso particolarmente duro. «Credo che ci sia del cemento sotto l’erba» aveva commentato l’allenatore della Francia, Didier Deschamps, dopo il debutto della sua squadra in New Jersey, lo scorso 16 giugno.
Anche l’attaccante brasiliano Vinícius Júnior ha criticato il campo
Normalmente il prato del MetLife Stadium è in erba sintetica, ma la FIFA prevede l’utilizzo obbligatorio di campi naturali ai Mondiali. Per questo motivo si è dovuto coltivare un prato apposito, che è stato trasportato su camion refrigerati e quindi messo al posto di quello sintetico. Degli undici stadi negli Stati Uniti, solo quelli di Kansas City, Santa Clara, Philadelphia e Miami avevano già un campo in erba naturale.
Negli ultimi giorni diverse testate sportive si sono interrogate se il MetLife fosse veramente il posto più adatto per disputare la finale del Mondiale, anche perché altri stadi si sono fatti notare e apprezzare per modernità e atmosfera. Le critiche non riguardano solo il campo in senso stretto, bensì anche come raggiungerlo. Dista 13 chilometri da Times Square, uno dei luoghi simbolo di Manhattan, e quasi 20 chilometri da Newark, la principale città (e aeroporto) del New Jersey. Come molti impianti sportivi statunitensi, non è pensato per essere raggiunto a piedi, ma solo in macchina o tramite i mezzi pubblici.
Questo argomento è stato al centro di un grande dibattito nelle settimane precedenti ai Mondiali. Il costo dei biglietti del treno che collega Penn Station, a Manhattan, al MetLife Stadium è stato aumentato da 11 a oltre 100 euro in occasione dei Mondiali, mentre per parcheggiare un’auto lì accanto ne servono almeno 200. All’inizio di giugno, il giornalista del Guardian Mark McPartland si è avventurato in un viaggio a piedi da Manhattan, che gli ha richiesto quasi cinque ore.
Per via di queste questioni logistiche, all’inizio sembrava che la scelta dovesse ricadere sull’AT&T Stadium di Arlington, vicino a Dallas in Texas, che invece ha ospitato la semifinale tra Francia e Spagna. È lo stadio dei Dallas Cowboys, una delle più note squadre di football americano, molto apprezzato per via della sua architettura moderna e del tetto retrattile, che permette di giocare anche in caso di maltempo. È senza dubbio, assieme a quello di Atlanta (sede dell’altra semifinale), uno degli stadi più all’avanguardia tra gli 11 statunitensi selezionati per i Mondiali; entrambi però sono in due città meno famose.
Il 4 febbraio del 2024 fu annunciata la scelta del MetLife Stadium (ricompensando l’AT&T con nove partite complessive, più di qualunque altro stadio del torneo). Nella decisione potrebbe esserci stata, come per molte altre cose relative a questi Mondiali, l’influenza del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha la maggior parte degli affari a New York.
Qualche mese dopo The Athletic rivelò che un ruolo decisivo nella scelta dello stadio del New Jersey lo aveva giocato Jared Kushner, genero di Donald Trump e suo consigliere tra il 2017 e il 2021. Kushner, che è cresciuto proprio in New Jersey ed è stato molto coinvolto nel comitato organizzatore del Mondiale, poche settimane prima dell’assegnazione della finale organizzò un pranzo con il presidente della FIFA, Gianni Infantino, l’allora governatore del New Jersey, Phil Murphy, e alcuni imprenditori newyorkesi, che sarebbe stato determinante per la scelta del MetLife Stadium.

Kushner e Infantino nel 2019 (AP Photo/Alex Brandon)
Sebbene si sia tanto discusso del rapporto stretto tra Trump e Infantino, il presidente della FIFA ha prima di tutto un’ottima relazione con Kushner. Al punto che, nel dicembre del 2024, sua moglie Ivanka e suo figlio Theodore avevano fatto il primo sorteggio dei gironi del Mondiale per club, un altro evento della FIFA, tenutosi negli Stati Uniti nell’estate del 2025. Meno di un anno dopo, Ivanka Trump è stata nominata consigliera di un progetto educativo da 100 milioni di dollari organizzato dalla stessa FIFA.
Il MetLife Stadium non è lontano dalla Trump Tower, un edificio di Manhattan di proprietà dell’attuale presidente degli Stati Uniti, all’interno del quale, dal luglio del 2025, è stata aperta una sede della FIFA. Lo stesso stadio ha inoltre ospitato, l’anno scorso, la finale del Mondiale per club tra Chelsea e Paris Saint-Germain.
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A dispetto delle critiche ricevute per il campo e la logistica, e i discussi legami con la famiglia Trump, il MetLife Stadium rimane una delle strutture sportive più importanti degli Stati Uniti. Ha già ospitato sette partite dei Mondiali, oltre a una storica finale della Copa América, il principale torneo di calcio del Sudamerica, che nel 2016 si svolse, in via del tutto eccezionale (e molto discussa, trattandosi dell’edizione del centenario) negli Stati Uniti.
Quella partita vide a confronto il Cile e l’Argentina, in cui giocava già all’epoca Lionel Messi: fu proprio un suo rigore sbagliato a risultare decisivo per la vittoria del Cile. Otto anni dopo, però, la Copa América – a cui da due anni partecipano tutte le squadre del continente – si è tenuta di nuovo negli Stati Uniti: l’Argentina ha vinto al MetLife Stadium la semifinale contro il Canada, grazie anche a un gol di Messi, e il 14 luglio del 2024, a Miami, ha vinto il titolo continentale contro la Colombia.
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