Gli Stati Uniti ristabiliranno i privilegi commerciali di Hong Kong, sospesi da Trump quattro anni fa

Una nave militare cinese nel porto di Hong Kong, 2 luglio 2026 (AP Photo/Chan Long Hei)
Una nave militare cinese nel porto di Hong Kong, 2 luglio 2026 (AP Photo/Chan Long Hei)

Gli Stati Uniti hanno fatto sapere che non rinnoveranno l’ordine esecutivo con cui il presidente Donald Trump nel 2020 sospese gli accordi che fino ad allora avevano garantito a Hong Kong un trattamento speciale (e diverso da quello riservato alla Cina) nei rapporti con gli Stati Uniti, soprattutto in ambito commerciale.

Concretamente significa che verranno allentate alcune regole per favorire gli scambi tra Hong Kong e Stati Uniti, come per esempio minori controlli sulle esportazioni o dazi inferiori rispetto a quelli imposti alla Cina. La decisione è stata accolta con favore dal governo cinese, perché tra le altre cose normalizza il suo crescente controllo sulla regione.

Hong Kong è una regione amministrativa speciale cinese a cui gli Stati hanno storicamente garantito un trattamento diverso proprio in virtù della sua autonomia dal regime cinese. All’epoca la decisione di Trump di sospenderlo fu motivata come una ritorsione per i tentativi della Cina di aumentare la sua presa su Hong Kong.

Nel frattempo però le pressioni cinesi su Hong Kong non si sono interrotte: il regime continua a limitare la libertà di espressione, il diritto alla privacy, a perseguire i dissidenti e a limitare l’attività dei partiti che sostengono la democrazia e una maggiore indipendenza dalla Cina.

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