Andy Burnham è il nuovo leader dei Laburisti britannici
Era l'unico candidato e il partito si è compattato su di lui dopo mesi di divisioni: lunedì prenderà il posto di Starmer come primo ministro
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Andy Burnham è stato eletto leader dei Laburisti britannici al posto di Keir Starmer, e lunedì lo sostituirà anche come primo ministro. Il passaggio non è immediato perché nel frattempo il primo ministro uscente Starmer, che in questi giorni è in visita in Ucraina, dovrà rimettere il mandato a re Carlo, che a quel punto incaricherà Burnham di formare un nuovo governo. Nel Regno Unito il primo ministro è il leader del partito che ha vinto le elezioni: se il partito cambia leader cambia pure il primo ministro.
La vittoria di Burnham è tutto fuorché inaspettata. Anche se ufficialmente l’elezione interna ai Laburisti è finita giovedì sera, l’esito era certo da giorni. Durante la fase in cui hanno votato i parlamentari, infatti, Burnham ha ottenuto un sostegno talmente largo che non era matematicamente possibile ci fossero altri rivali, o candidature dell’ultimo minuto.
Burnham è stato appoggiato da 379 parlamentari su 403 e da tutti i sindacati affiliati ai Laburisti. Nel grafico qui sopra c’è un altro nome, Catherine West, che però appoggia Burnham. È stata votata da un parlamentare vicino a Starmer per dispetto, perché era stata tra le prime a chiedere le dimissioni del primo ministro dopo che a maggio i Laburisti erano andati male alle elezioni locali.
Il primo discorso di Burnham si è concentrato sull’«ultima possibilità per il cambiamento». Ha criticato il neoliberismo e le privatizzazioni degli anni ’80 e ’90: «Questa generazione di politici, incluso me, ha fallito nel mettere in discussione un modello economico e una cultura politica che hanno lasciato indietro» la classe lavoratrice, a cui «promettiamo di essere migliori». Ha detto anche che, con lui, i Laburisti non inseguiranno più le proposte degli altri partiti, a destra come a sinistra, ma punteranno sui loro valori tradizionali per costruire consensi più duraturi.
Il modo in cui il partito si è compattato su Burnham, dopo mesi di liti, ha fatto parlare ironicamente di livelli di sostegno «da Corea del Nord». La definizione è di un ministro Laburista citato dal Financial Times. L’accostamento è finito anche in alcuni meme, sulla falsariga di quelli che avevano paragonato il viaggio di Burnham in treno a Londra, dal collegio settentrionale in cui era stato appena eletto parlamentare, al ritorno di Lenin in Russia dopo l’esilio.
Queste stesse modalità – l’assenza di avversari, una retorica quasi messianica – hanno fatto parlare i media di una coronation, un’incoronazione. Da mesi i Laburisti si erano convinti che Burnham fosse il candidato più adatto a sostituire Starmer, indebolito da scandali ed errori di valutazione, principalmente perché è il loro politico più popolare. Dalla sua Burnham aveva anche la reputazione di amministratore efficace, come sindaco dell’area metropolitana di Manchester per tre mandati.
Burnham ha dovuto lasciare l’incarico di sindaco per candidarsi in parlamento e prendere il posto di Starmer: essere parlamentari è infatti un requisito per fare il primo ministro.
A metà giugno Burnham aveva vinto con largo margine le elezioni suppletive organizzate proprio per fargli ottenere un seggio in parlamento: aveva sbaragliato la destra populista di Reform UK, da più di un anno prima nei sondaggi a livello nazionale. Le proporzioni della vittoria avevano dissuaso potenziali sfidanti interni ai Laburisti a proporsi nel ruolo di leader del partito. Questo aveva consentito a Burnham di non fare una vera campagna elettorale per l’elezione interna seguita alle dimissioni di Starmer, lo scorso 22 giugno.

Andy Burnham abbraccia la moglie Marie-France van Heel dopo l’annuncio della sua vittoria, il 17 luglio a Londra (EPA/HENRY NICHOLLS)
Per Burnham, che nel 2010 e nel 2015 si era già candidato invano alla leadership, mantenere l’entusiasmo del partito non sarà altrettanto facile.
– Leggi anche: La strada da Manchester a Downing Street
I Laburisti hanno una decina di correnti e da poco ne è nata una nuova, allo scopo dichiarato di condizionare l’imminente governo, in particolare sulla crescita economica fuori dalle grandi città. Proprio sulla composizione dei ministri si stanno vedendo le prime tensioni con la corrente che ha sostenuto maggiormente Burnham (quella chiamata soft left, a metà strada tra l’ala più a sinistra e quella centrista e moderata).
Le tensioni riguardano soprattutto la scelta del ministro delle Finanze, la più importante che dovrà fare Burnham. Questa corrente spera in Ed Miliband, attuale ministro dell’Energia che è uno dei politici più influenti e di lungo corso dei Laburisti, e ha avuto un ruolo nella cacciata di Starmer. Si è indispettita quando i giornali hanno ipotizzato che la prescelta sia Shabana Mahmood, attuale ministra dell’Interno con posizioni assai restrittive sull’immigrazione.



