Il pennarello di Buzz Aldrin che rese l’allunaggio una storia a lieto fine
È stato venduto all'asta un oggetto che si rivelò fondamentale per uno scopo imprevisto a bordo dell’Apollo 11
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A New York la famosa casa d’aste Sotheby’s ha venduto all’asta un oggetto della collezione personale dell’ex astronauta Buzz Aldrin, la seconda persona a mettere piede sulla Luna dopo Neil Armstrong, il 20 luglio 1969. È un pennarello dell’azienda Duro Pen, in plastica e alluminio spazzolato, che Aldrin utilizzò per sostituire un interruttore automatico che si era rotto accidentalmente durante la missione dell’Apollo 11. È stato venduto all’asta per circa 750mila euro, in un lotto che includeva anche il pezzo rotto dell’interruttore.
Armstrong e Aldrin erano a bordo del modulo lunare, che aveva reso possibile l’allunaggio e serviva anche a tornare in orbita sul modulo di comando, dove ad attenderli c’era Michael Collins, terzo astronauta della missione. Stavano per mettersi a dormire, una volta rientrati nel modulo dopo la passeggiata lunare, quando Aldrin notò qualcosa sul pavimento. Racconta quel momento nella sua autobiografia Magnificent Desolation:
Guardai più da vicino, e il mio cuore sussultò. Lì, nella polvere sul pavimento, sul lato destro della cabina, c’era un interruttore automatico rotto. Mi chiesi di quale interruttore si trattasse, così alzai lo sguardo verso le numerose file di interruttori sul pannello strumenti, e deglutii a fatica. La parte rotta si era staccata dall’interruttore del circuito di attivazione del motore, l’unico interruttore vitale necessario per inviare energia elettrica al motore di risalita che avrebbe portato me e Neil fuori dalla Luna.
L’interruttore era rimasto premuto per attivare il motore di discesa durante l’allunaggio, e una volta sulla Luna era stato disattivato, cioè messo nella posizione in cui spuntava dal pannello. Uno tra Aldrin e Armstrong doveva averlo urtato e spezzato accidentalmente con lo zaino, mentre usciva o rientrava nel modulo. «Credo che sia stato Neil, e Neil pensa che sia stato io», ha scritto Aldrin in una lettera data a Sotheby’s in occasione della vendita, anche se in un altro suo libro del 2016 era sembrato più propenso ad assumersi lui la responsabilità dell’imprevisto.

Una parte del pannello degli interruttori del modulo lunare usato da Armstrong e Aldrin (Nasa)
Prima di mettersi a dormire, Aldrin chiese allora al centro di controllo: «Houston, avete un modo per mostrarci la configurazione dell’interruttore automatico del braccio motore? Passo. Chiedo perché l’estremità sembra rotta. Credo che possiamo reinserirla. Non sono sicuro, però, che riusciremmo a estrarla se la reinserissimo. Passo». L’interruttore era disattivato, gli risposero, ma sarebbe servito attivare il circuito dell’alimentazione in qualche modo per il decollo.
La mattina dopo, il centro di controllo informò Aldrin e Armstrong che non aveva trovato un modo alternativo per deviare il circuito dell’alimentazione. «Dopo averlo esaminato più attentamente, pensai che se fossi riuscito a trovare qualcosa nel modulo lunare da spingere nel circuito, forse avrebbe retto», scrive Aldrin. Visto che era un circuito elettrico decise di non infilarci un dito, né di usare oggetti metallici, e a quel punto gli venne in mente di avere nella tasca della spalliera della tuta un pennarello con un’estremità in plastica, che poteva tornare utile.
Era parte di un kit di oggetti personali che ogni astronauta poteva portare a bordo durante la missione. Fu deciso di anticipare di un paio d’ore la procedura del conto alla rovescia prima del decollo verso il modulo di comando, in modo da avere margine di tempo nel caso in cui l’interruttore di fortuna non avesse funzionato. Aldrin spinse il pennarello nella sede dell’interruttore, e il circuito si attivò: «Dopotutto, saremmo venuti via dalla Luna», scrive nel libro.
Aldrin ha 96 anni ed è una delle quattro persone ancora vive che hanno camminato sulla Luna, durante gli allunaggi del programma Apollo tra la fine degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta. Le altre sono David Scott (Apollo 15), Charles Duke (Apollo 16) e Harrison Schmitt (Apollo 17). Oltre che per essere stato il secondo astronauta a camminare sulla Luna, tra gli appassionati di cose spaziali Aldrin è noto anche per essere un personaggio eccentrico, molto bravo a raccontare la sua storia e ad avvalorare con il racconto i suoi oggetti da collezione.
Nel 2018 fece causa a due suoi figli e a una sua ex agente accusandoli di avergli sottratto denaro e di avere diffuso falsità su di lui. Prima ancora, nel 2002, aveva fatto a pugni con un documentarista statunitense che propalava teorie negazioniste sull’allunaggio.



