Com’è la situazione in Piemonte dopo gli incendi
Sta migliorando ma ci sono ancora alcuni focolai attivi
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Nei giorni scorsi in Piemonte ci sono stati otto grossi incendi boschivi in varie zone delle province di Torino, Vercelli e del Verbano-Cusio-Ossola. È bruciata un’area di quasi dieci chilometri quadrati, equivalente a un decimo della città di Livorno. Ora sono in corso le operazioni per spegnere definitivamente gli incendi: non ci sono più fiamme visibili, ma dalla direzione regionale dei vigili del fuoco del Piemonte dicono che sono ancora attivi alcuni incendi sotterranei.
Gli incendi sotterranei non hanno fiamme visibili, si notano per via del fumo. Sono pericolosi perché possono essere la causa di nuovi incendi in superficie, soprattutto con l’ausilio del vento. Al momento i cinque canadair dei vigili del fuoco stanno facendo tra i 150 e i 200 lanci di acqua al giorno sui punti più critici. Ci sono anche tre elicotteri della regione che stanno portando acqua negli altri punti dove si sono sviluppati gli incendi.
Gli incendi si trovano in zone montuose molto impervie, complicate da raggiungere a piedi o con mezzi di terra, per quello vengono utilizzati soprattutto aerei ed elicotteri. Nel complesso comunque la situazione è in via di miglioramento.
Tra le zone colpite ci sono protette del parco naturale dell’Alta val Sesia e dell’Alta val Strona, il parco nazionale del Gran Paradiso e il parco nazionale della val Grande. Secondo i vigili del fuoco gli incendi non sono stati la conseguenza di attività umane ma sono iniziati a partire da fulmini caduti nei giorni scorsi, e si sono poi propagati facilmente a causa delle temperature elevate di questi giorni, della siccità e del vento, che hanno alimentato le fiamme.
Anche l’Agenzia regionale per la protezione dell’ambiente (ARPA) del Piemonte ha detto che le temperature di questo periodo hanno determinato condizioni favorevoli per l’innesco degli incendi. La situazione è peraltro ulteriormente aggravata dalla siccità nella regione, con precipitazioni nettamente inferiori alla media storica di questo periodo.
Il 9 luglio i 135 abitanti della frazione Colloro di Premosello Chiovenda, in provincia del Verbano-Cusio-Ossola, erano stati evacuati per via dell’incendio boschivo che si era sviluppato lì vicino. Sono rientrati nelle loro case sabato, dopo che l’incendio era stato messo sotto controllo.
La Regione Piemonte ha detto che appena la situazione lo consentirà inizierà le attività per stimare l’entità dei danni nelle diverse aree, e capire dove dovrà intervenire maggiormente per ripristinare gli alberi distrutti dagli incendi, nei casi più gravi anche piantando alberi nuovi. Nelle aree più colpite serviranno dai 2 ai 5 anni perché tornino le prime specie di piante e animali, e dai 50 ai 70 anni perché i nuovi alberi raggiungano la piena maturità e la situazione torni com’era prima degli incendi.
L’ultimo bollettino dell’ARPA indica un livello di rischio elevato per il sud-est della regione ancora per martedì e mercoledì, e un livello medio per il resto della regione. Per mercoledì sera sono previsti temporali che potrebbero contribuire a spegnere del tutto gli incendi rimasti attivi. Nel frattempo si procede alla mappatura con immagini satellitari delle aree colpite dagli incendi per poter fare una ricostruzione accurata dei danni e poi un piano per ripararli.



