L’app IO ha un problema con certi nomi sudtirolesi
Se hanno i due puntini sulle vocali (ä, ö, ü) non si riesce a caricare la patente: è successo a diverse persone in Alto Adige
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Da un anno e mezzo è possibile caricare alcuni documenti di identità e usarne le versioni digitali sul proprio smartphone, attraverso l’applicazione IO, quella che permette ai cittadini di accedere ad alcuni servizi della pubblica amministrazione. La novità era stata introdotta a dicembre del 2024: riguardava patente, tessera sanitaria e carta europea della disabilità. Era un modo per semplificare l’uso dei documenti e raccoglierli in un unico spazio digitale, con tutti i vantaggi conseguenti, anche di sicurezza.
Ma in Alto Adige caricare questi documenti non è così facile. L’app IO non riconosce infatti i nomi e i cognomi con vocali con due puntini (come ä, ö, ü), che sono un segno grafico piuttosto frequente in tedesco, una delle lingue principali della provincia autonoma. È un segno che indica l’umlaut, o metafonìa in italiano, cioè la modificazione del suono di una vocale.
Per questo motivo alcune persone non riescono a caricare sull’applicazione i documenti, in particolare le loro patenti di guida. Il problema è stato segnalato dalla consigliera provinciale Maria Elisabeth Rieder, di Team K, un partito altoatesino di centrosinistra, che ha chiesto chiarimenti alla giunta provinciale di centrodestra guidata da Arno Kompatscher.
Rieder dice di essere venuta a conoscenza del problema su segnalazione di alcuni cittadini e cittadine. Spiega che nel momento in cui le persone con un nome o un cognome contenente l’umlaut provano a caricare la loro patente su IO, l’applicazione segnala un errore e non permette di procedere. «È uno svantaggio evidente, dal momento che in futuro l’app IO sarà sempre più usata per vari servizi», dice Rieder.
Nell’interrogazione per Kompatscher, depositata il 23 giugno, Rieder ha chiesto se la giunta provinciale conoscesse il problema e se avesse fatto qualcosa per risolverlo. Kompatscher ha detto di avere già approfondito la questione «a vari livelli», e di aver contattato il ministero dell’Interno (competente sui documenti di identità) all’inizio del 2026. Ha anche detto di averne parlato personalmente con il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi durante un incontro a Roma, e che gli uffici competenti stanno studiando possibili soluzioni, senza specificare quali.
Secondo il quotidiano DDay, specializzato in informatica ed elettronica, il problema comunque non starebbe nella programmazione dell’app IO, ma nei database della motorizzazione, che è responsabile del rilascio delle patenti. I nomi con l’umlaut, in particolare, potrebbero essere stati trascritti dalla motorizzazione in modo diverso rispetto a come compaiono nell’anagrafe nazionale. Per questo in alcuni casi il sistema non riuscirebbe a verificare la corrispondenza tra i due database e restituirebbe un messaggio di errore.
Secondo i dati aggiornati al 14 luglio, gli utenti attivi sull’app IO oggi sono 15 milioni. Nell’ultimo anno hanno caricato più di 20 milioni di documenti: 10,2 milioni patenti di guida, 9,9 milioni tessere sanitarie, 200mila carte europee della disabilità. Questi documenti compongono l’IT-Wallet, il portafoglio digitale per i documenti realizzato dal Dipartimento per la trasformazione digitale del governo, e reso disponibile sull’app IO.
Le versioni digitali dei documenti sono copie autentiche dei documenti fisici, i cui dati sono forniti dagli enti che rilasciano i documenti (dunque il ministero dei Trasporti per la patente, l’INPS per la carta europea della disabilità, e così via). Il piano del governo è aumentare via via il numero dei documenti disponibili sull’app.



