Apple ha fatto causa a OpenAI

La accusa di averle rubato informazioni riservate, servendosi di due suoi ex dipendenti molto esperti

Il logo della Apple in un negozio di Monaco di Baviera, il 2 aprile 2026 (AP/Matthias Schrader)
Il logo della Apple in un negozio di Monaco di Baviera, il 2 aprile 2026 (AP/Matthias Schrader)
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Venerdì 10 luglio Apple ha fatto causa a OpenAI e a due propri ex dipendenti, accusandoli di averle rubato informazioni riservate che riguardano, tra le altre cose, il design dei suoi prodotti, i suoi processi produttivi e le sue catene di approvvigionamento.

OpenAI è l’azienda che ha sviluppato ChatGPT, uno dei più famosi bot di intelligenza artificiale al mondo. Apple l’ha accusata di avere rubato informazioni che le servono per sviluppare dispositivi propri, e per metterli a disposizione degli utenti di ChatGPT senza dipendere da altri produttori.

OpenAI ha negato le accuse di Apple. Drew Pusateri, un portavoce dell’azienda, ha commentato la denuncia dicendo che OpenAI «non è minimamente interessata ai segreti commerciali delle altre aziende».

– Leggi anche: Il misterioso dispositivo a cui sta lavorando OpenAI

Apple ha fatto causa alla OpenAI Foundation, la fondazione a capo di OpenAI; alla sua entità commerciale, OpenAI Group PBC, e a io Products, una startup per sviluppare dispositivi basati sull’intelligenza artificiale che era stata fondata da ex dipendenti di Apple, tra cui il celebre designer Jony Ive. OpenAI aveva acquisito io Products l’anno scorso per 6,5 miliardi di dollari, facendo capire di avere l’ambizione di sviluppare dispositivi propri, anche appoggiandosi a persone che conoscevano bene Apple dall’interno.

Apple ha anche fatto causa a due suoi ex dipendenti molto esperti, Tang Tan e Chang Liu, passati a OpenAI negli ultimi anni.

L'amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman (AP/Julia Demaree Nikhinson)

L’amministratore delegato di OpenAI, Sam Altman (AP/Julia Demaree Nikhinson)

Tang Tan è il responsabile hardware di OpenAI, cioè è la persona che guida le attività di sviluppo di dispositivi dell’azienda: ha lavorato per Apple per 25 anni, occupandosi anche dello sviluppo dell’iPhone. Apple sostiene che prima di lasciare il posto, nel 2024, Tan si sarebbe mandato via mail documenti riservati e informazioni sui fornitori dell’azienda.

Apple sostiene anche che Tan avrebbe incoraggiato persone che cercavano lavoro presso OpenAI, ma che erano ancora impiegate presso Apple, a portare pezzi di prodotti Apple durante i colloqui di lavoro e a spiegare come funzionassero. Negli ultimi tempi molti impiegati e dirigenti di Apple sono passati a OpenAI: secondo la denuncia, più di 400.

L’altra persona che Apple ha denunciato è Chang Liu, un suo ex tecnico informatico. Apple sostiene che, dopo aver lasciato il suo posto, Liu non avrebbe restituito un computer aziendale, e che si sarebbe introdotto illegalmente nella sua rete interna, scaricando decine di file riservati sui suoi prodotti.

La denuncia dimostra come le relazioni tra Apple e OpenAI siano peggiorate, dopo che in passato le due aziende avevano collaborato: nel 2024 avevano anche fatto un accordo per integrare il chatbot ChatGPT nei dispositivi Apple come gli iPhone, gli iPad e i Mac.

Le tensioni tra le due aziende sono aumentate soprattutto dopo che OpenAI aveva acquistato io Products, rendendo chiaro che stava pianificando di investire nella produzione di dispositivi propri, mettendosi in competizione con Apple. Per questo Apple aveva anche deciso di non usare più ChatGPT sull’ultima versione del proprio assistente digitale, Siri AI, che si basa invece su un modello di Gemini, il chatbot realizzato da Google.