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  • Giovedì 9 luglio 2026

Gli Stati Uniti hanno attaccato l’Iran per il secondo giorno di fila

In reazione all'attacco iraniano contro tre petroliere nello stretto di Hormuz e dopo che Trump aveva dichiarato finito il cessate il fuoco

Un'immagine dei precedenti attacchi sull'Iran compiuti tra martedì e mercoledì in un video pubblicato dal comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM)
Un'immagine dei precedenti attacchi sull'Iran compiuti tra martedì e mercoledì in un video pubblicato dal comando delle forze armate degli Stati Uniti per il Medio Oriente (CENTCOM)

Per il secondo giorno di fila gli Stati Uniti hanno bombardato l’Iran in reazione agli attacchi iraniani di martedì contro tre petroliere che attraversavano lo stretto di Hormuz. Mercoledì il presidente statunitense Donald Trump aveva detto di considerare finito il cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran previsto dal pre-accordo di giugno, che finora aveva retto.

Gli ultimi bombardamenti statunitensi hanno come obiettivo rendere più difficile per l’Iran controllare il traffico nello stretto. Il comando delle forze armate statunitensi in Medio Oriente (CENTCOM) ha detto che le forze armate statunitensi hanno colpito oltre 90 obiettivi iraniani, tra cui sistemi di difesa antiaerea, basi missilistiche e infrastrutture logistiche, soprattutto lungo le coste meridionali del paese. Il ministero della Salute iraniano ha detto che negli attacchi statunitensi di questi giorni sono state uccise 14 persone e ne sono state ferite 78, di cui una cinquantina ricoverate in ospedale.

I media iraniani hanno segnalato esplosioni in diverse città, compreso l’importante centro portuale di Bandar Abbas, l’isola di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz, e Bushehr, dove si trova l’unica centrale nucleare per la produzione di energia elettrica nel paese, che però secondo le autorità locali non è stata colpita.

I Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, hanno detto di aver attaccato alcune basi militari statunitensi in Bahrein e Kuwait, come avevano già fatto in risposta agli attacchi statunitensi della notte precedente. In entrambi i paesi sono state attivate le sirene di emergenza, dicono i rispettivi media di stato. Gli attacchi iraniani di mercoledì avevano provocato danni molto limitati.

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