Gli attacchi in Medio Oriente stanno aumentando di intensità
Gli Stati Uniti dicono di aver colpito 170 obiettivi dell'Iran, che ha lanciato missili contro Bahrein e Kuwait
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(Planet Labs PBC/Handout via REUTERS)
Gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare l’Iran con intensità e hanno colpito oltre 170 obiettivi negli ultimi due giorni. L’Iran ha risposto lanciando missili e droni verso i paesi del Golfo: gli allarmi sono suonati in Bahrein e in Kuwait e un missile è stato intercettato anche nei cieli della Giordania. È una consistente escalation rispetto agli attacchi e alle risposte circoscritte delle scorse settimane: è iniziata due giorni fa con l’attacco iraniano a due petroliere nello stretto di Hormuz e con la successiva decisione del presidente statunitense Donald Trump di sospendere il cessate il fuoco.
Giovedì in Iran c’è stata anche la cerimonia finale dei funerali dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso da un bombardamento israeliano il 28 febbraio, nel primo giorno di guerra. Le cerimonie sono in corso da sei giorni, hanno toccato varie città, vi hanno partecipato milioni di persone e sono state usate dal regime iraniano per fini propagandistici e per mostrare unità. La sepoltura di Khamenei è prevista a Mashhad, la città dov’è nato.
Tra martedì e giovedì gli Stati Uniti hanno bombardato diverse città, compreso l’importante centro portuale di Bandar Abbas, l’isola di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz, e Bushehr, dove si trova l’unica centrale nucleare dell’Iran, che però secondo le autorità locali non è stata colpita. Il ministero della Salute iraniano ha detto che negli attacchi statunitensi sono state uccise 14 persone e altre 78 sono rimaste ferite. Nella serata di giovedì sono state segnalate alcune esplosioni nel sud dell’Iran, ma un funzionario del governo statunitense ha detto ad Al Jazeera che non è in corso un attacco degli Stati Uniti.
I Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, hanno detto che gli attacchi verso Bahrein e Kuwait avevano come obiettivo le basi militari statunitensi e hanno minacciato di chiudere nuovamente lo stretto di Hormuz se gli attacchi degli Stati Uniti continueranno: la circolazione marittima era ripresa parzialmente, a livelli più o meno dimezzati rispetto a quelli precedenti alla guerra. L’Iran ha anche comunicato che gli attacchi statunitensi hanno distrutto due ponti ferroviari sulla linea fra la capitale Teheran e Mashhad, dove si terrà la sepoltura di Ali Khamenei.
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