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  • Giovedì 9 luglio 2026

Gli attacchi in Medio Oriente stanno aumentando di intensità

Gli Stati Uniti dicono di aver colpito 170 obiettivi dell'Iran, che ha lanciato missili contro Bahrein e Kuwait

Un'immagine satellitare che mostra i danni a un edificio del porto iraniano di Sarkhur Tahruyi dopo i recenti attacchi statunitensi, Iran, 9 luglio 2026(Planet Labs PBC/Handout via REUTERS)
Un'immagine satellitare che mostra i danni a un edificio del porto iraniano di Sarkhur Tahruyi dopo i recenti attacchi statunitensi, Iran, 9 luglio 2026
(Planet Labs PBC/Handout via REUTERS)
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Gli Stati Uniti hanno ripreso a bombardare l’Iran con intensità e hanno colpito oltre 170 obiettivi negli ultimi due giorni. L’Iran ha risposto lanciando missili e droni verso i paesi del Golfo: gli allarmi sono suonati in Bahrein e Kuwait e un missile è stato intercettato anche nei cieli della Giordania. È una consistente escalation rispetto agli attacchi e alle risposte circoscritte delle scorse settimane: è iniziata due giorni fa con l’attacco iraniano a due petroliere nello stretto di Hormuz e con la successiva decisione del presidente statunitense Donald Trump di sospendere il cessate il fuoco.

Giovedì in Iran è anche in programma la sepoltura dell’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso da un bombardamento israeliano il 28 febbraio, nel primo giorno di guerra. Le cerimonie per i suoi funerali sono in corso da giorni, hanno toccato varie città, vi hanno partecipato milioni di persone e sono state usate dal regime iraniano per fini propagandistici e per mostrare unità. Oggi è l’ultimo giorno dei funerali.

Tra martedì e oggi gli Stati Uniti hanno bombardato diverse città, compreso l’importante centro portuale di Bandar Abbas, l’isola di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz, e Bushehr, dove si trova l’unica centrale nucleare per la produzione di energia elettrica nell’Iran, che però secondo le autorità locali non è stata colpita. Il ministero della Salute iraniano ha detto che negli attacchi statunitensi sono state uccise 14 persone.

I Guardiani della Rivoluzione, la forza armata più potente dell’Iran, hanno detto che gli attacchi verso Bahrein e Kuwait avevano come obiettivo le basi militari statunitensi e hanno minacciato di chiudere nuovamente lo stretto di Hormuz se gli attacchi degli Stati Uniti continueranno: la circolazione marittima era ripresa parzialmente, a livelli più o meno dimezzati rispetto a quelli precedenti alla guerra. L’Iran ha anche comunicato che gli attacchi statunitensi hanno distrutto due ponti ferroviari sulla linea fra la capitale Teheran e Mashhad, dove si terrà la sepoltura di Ali Khamenei.

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