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  • Giovedì 9 luglio 2026

Graham Platner ha sospeso la sua campagna per il Senato degli Stati Uniti 

Da giorni il popolare candidato Democratico del Maine riceveva pressioni politiche per le accuse di violenza sessuale contro di lui 

Graham Platner (AP Photo/Robert F. Bukaty)
Graham Platner (AP Photo/Robert F. Bukaty)
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Graham Platner, il candidato Democratico del Maine per il Senato degli Stati Uniti, ha sospeso la propria campagna dopo giorni di pressioni da parte del suo stesso partito, per via delle accuse di violenza sessuale nei suoi confronti. In un video diffuso su X, Platner ha definito le accuse nei suoi confronti «completamente false», e spiegato che la sua decisione non è un’ammissione di colpa, ma il risultato delle pressioni politiche.

Platner non ha ancora formalmente ritirato la sua candidatura: ha detto che lo farà solo quando avrà la certezza che il partito sceglierà il suo sostituto attraverso un processo «trasparente e democratico». Il partito Democratico organizzerà un’assemblea per scegliere il nuovo candidato il prossimo 27 luglio.

Platner è un politico molto popolare, molto di sinistra e la sua eventuale vittoria contro l’attuale senatrice Repubblicana Susan Collins era considerata fondamentale per il controllo del Senato da parte del partito Democratico, e dunque per la sua possibilità di contrastare efficacemente le tendenze sempre più autoritarie del presidente Repubblicano Donald Trump. Le accuse contro Platner e la sospensione della sua candidatura chiaramente favoriscono Collins.

Le accuse contro Platner sono state presentate a inizio luglio da una donna che ha raccontato di essere stata costretta ad avere un rapporto sessuale con lui, cinque anni fa. La donna, Jenny Racicot, ha detto di aver esitato a rendere pubblica l’accusa perché condivide le posizioni politiche di Platner, e perché non voleva essere identificata come vittima di uno stupro.

Ieri, mercoledì 8 luglio, gli sono state rivolte nuove accuse, in questo caso da una ex fidanzata, Lyndsey Fifield, che in un’intervista al Washington Post ha detto che Platner si toglieva regolarmente il preservativo durante i loro rapporti sessuali senza il suo consenso.

A inizio giugno, inoltre, il New York Times aveva pubblicato un articolo in cui altre donne che avevano avuto relazioni sentimentali o rapporti di lavoro con Platner raccontavano che spesso lui aveva comportamenti aggressivi o minacciosi, e che faceva commenti che dimostravano poco rispetto nei confronti delle donne. Tra queste c’era anche Racicot.

Platner era già stato accusato di avere posizioni e più in generale visioni sessiste e violente.

Anni fa su Reddit erano stati pubblicati alcuni suoi commenti con contenuti considerati razzisti, sessisti e omofobi, e altri in cui minimizzava alcune accuse di stupro e violenza presentate da donne nell’esercito. Era stato inoltre criticato per un tatuaggio che ha da molti anni sul petto: un teschio con le tibie incrociate che ricorda moltissimo il Totenkopf, uno degli emblemi delle SS naziste. Platner dice di averlo fatto da giovane e che all’epoca non ne conosceva il significato, ma alcune ricostruzioni giornalistiche avevano raccontato che ne era a conoscenza da anni e che lo chiamava «il mio Totenkopf».

Nel video in cui ha annunciato la sospensione della sua candidatura, Platner ha sostanzialmente detto che le accuse di violenza sessuale sono una mossa politica per impedirgli di candidarsi al Senato. Ha accusato il «sistema mediatico e l’establishment politico» di averle orchestrate proprio a ridosso del 13 luglio, cioè la scadenza entro cui dovrebbe annunciare il ritiro della candidatura.

Negli ultimi giorni avevano chiesto il suo ritiro sia il leader dei senatori democratici Chuck Schumer, che è un moderato, sia il senatore Bernie Sanders, che è stato uno dei suoi più convinti sostenitori e che nonostante sia formalmente indipendente è uno dei politici più influenti dell’ala progressista del Partito Democratico, a cui Platner è più vicino. Hanno fatto la stessa richiesta anche il sindaco di New York Zohran Mamdani e la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren.