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  • Giovedì 9 luglio 2026

L’ultima tappa dei lunghissimi funerali di Ali Khamenei

A Mashhad, in Iran, la città dove era nato e dove è stato sepolto, celebrato da milioni di persone

Fedeli durante la cerimonia di sepoltura di Ali Khamenei a Mashhad, 9 luglio 2026 (Majid Asgaripour/WANA via REUTERS)
Fedeli durante la cerimonia di sepoltura di Ali Khamenei a Mashhad, 9 luglio 2026 (Majid Asgaripour/WANA via REUTERS)
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Giovedì a Mashhad, in Iran, è stata celebrata la preghiera funebre finale per l’ex Guida Suprema Ali Khamenei, ucciso il 28 febbraio in un attacco israeliano. L’ha guidata a sorpresa Mostafa Khamenei, suo figlio maggiore, dentro il Santuario dell’Imam Reza, un complesso di edifici religiosi che è il luogo di culto più venerato dell’islam sciita, dove Khamenei è stato sepolto. Mashhad è la stessa città dove Khamenei era nato.

Nel pomeriggio c’è stato il corteo funebre, a cui hanno partecipato migliaia di persone. Il corpo di Khamenei è stato trasportato su un camion per le strade affollatissime della città. Durante la processione sono stati fotografati striscioni con scritte che dicevano «Trump, we will kill you» (Trump ti uccideremo).

Le cerimonie del funerale, che si sono concluse giovedì sera, duravano da sei giorni, e in Iran hanno coinvolto la capitale Teheran e Qom, un altro importante centro religioso, e Najaf e Karbala, in Iraq. Durante tutte le tappe milioni di persone hanno presenziato a processioni e preghiere, e le celebrazioni sono state usate dal regime iraniano per fini propagandistici e per mostrare unità.

Secondo il governatore di Mashhad Hassan Hosseini al funerale hanno partecipato «quindici milioni di persone»: benché il numero non sia verificabile e sia probabilmente esagerato per motivi di propaganda, la cerimonia è stata comunque imponente. Le celebrazioni dell’ultimo giorno dovevano cominciare nella mattina iraniana, ma sono state posticipate di otto ore, ufficialmente perché la grande partecipazione in Iraq aveva causato ritardi.

Khamenei è stato seppellito insieme a sua nipote, una bambina, a suo genero, a sua figlia e alla moglie del figlio Mojtaba Khamenei, Zahra Haddad Adel, tutti uccisi negli attacchi del 28 febbraio. In questi giorni di cerimonie il figlio e nuova Guida Suprema Mojtaba Khamenei non era presente: da quando ha preso il posto del padre non è mai apparso in pubblico. Secondo varie fonti di intelligence internazionali sarebbe rimasto gravemente ferito nello stesso attacco.