Il candidato Democratico del Maine al Senato è stato accusato di violenza sessuale
È l’ultimo e più grave scandalo in cui è coinvolto Graham Platner, che è molto popolare e molto di sinistra
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Graham Platner, il candidato Democratico del Maine al Senato degli Stati Uniti, è stato accusato da una donna di averla obbligata ad avere un rapporto sessuale cinque anni fa, senza che lei avesse dato il consenso. La donna, Jenny Racicot, ha detto di aver esitato a rendere pubblica l’accusa, perché condivide le posizioni politiche di Platner e perché non voleva essere identificata come vittima di uno stupro.
Platner ha negato l’accusa e ha annunciato che valuterà cosa fare della sua candidatura nelle prossime ore. La vittoria di un candidato Democratico nel Maine, un piccolo stato sulla costa orientale, contro l’attuale senatrice Repubblicana Susan Collins potrebbe essere fondamentale per il controllo del Senato.
Recuperare il controllo di almeno uno dei due rami del Congresso (composto da Camera e Senato) è l’unico modo che i Democratici hanno per contrastare efficacemente le tendenze sempre più autoritarie del presidente Repubblicano Donald Trump. Il Maine, tra l’altro, è uno stato molto Democratico, in cui alle elezioni presidenziali del 2024 la candidata Democratica Kamala Harris vinse di quasi sette punti su Donald Trump: in teoria le condizioni ideali per strappare un seggio ai Repubblicani. Ma Collins è espertissima (è in carica dal 1997), molto moderata e indipendente da Trump: nel 2021 votò addirittura per il suo impeachment.
Quello che sta accadendo chiaramente la favorisce. A proposito delle accuse contro Platner, Collins le ha definite «scioccanti», ma ha aggiunto che «non spetta a me scegliere il candidato Democratico al Senato». Platner aveva vinto le primarie che si erano tenute lo scorso 9 giugno dopo che tutti i suoi sfidanti si erano ritirati perché messi male nei sondaggi. Durante la campagna elettorale era riuscito a presentarsi come un candidato anti establishment e un populista di sinistra, arrabbiato contro la corruzione della politica di Washington.
La sua principale avversaria alle primarie, la governatrice del Maine Janet Mills, aveva preso comunque poco meno del 20 per cento: nonostante si fosse ritirata il suo nome era rimasto votabile, segno che la candidatura di Platner non convincesse proprio tutti nel Partito Democratico. I più scettici erano gli esponenti centristi: avevano il timore che le sue proposte più di sinistra potessero spaventare l’elettorato moderato, ma soprattutto erano scettici della vasta quantità di scandali che aveva accumulato e su cui già si stava concentrando la campagna elettorale da settimane.
A inizio giugno, il New York Times aveva pubblicato un articolo in cui varie donne che avevano avuto relazioni sentimentali o rapporti di lavoro con Platner avevano raccontato che spesso aveva comportamenti aggressivi o minacciosi, e che faceva commenti che dimostravano poco rispetto nei confronti delle donne. Tra queste c’era anche Racicot.
In precedenza erano emersi diversi commenti pubblicati anni fa su Reddit, nei quali aveva usato espressioni offensive nei confronti di donne, persone afroamericane e persone omosessuali. In alcuni casi aveva espresso posizioni considerate razziste, sessiste e omofobe; in altri aveva minimizzato alcune accuse di stupro e violenza fatte da donne nell’esercito.
Un altro scandalo è avvenuto quando si è scoperto che Platner aveva da 18 anni il tatuaggio sul petto di un teschio con le tibie incrociate che ricorda moltissimo il Totenkopf, uno degli emblemi delle SS naziste. Platner disse di esserselo fatto da giovane e che non ne conosceva il significato. Ha poi chiesto scusa e ha detto di esserselo coperto. Alcune ricostruzioni giornalistiche sostengono invece che Platner fosse a conoscenza del significato del tatuaggio da anni e che lo chiamasse «il mio Totenkopf».
Dopo le nuove accuse in molti nel partito hanno chiesto il ritiro della candidatura di Platner. Ha chiesto il ritiro della candidatura di Platner il leader dei senatori democratici Chuck Schumer, che è un moderato, ma anche il senatore Bernie Sanders, che è stato uno dei suoi più convinti sostenitori e che nonostante sia formalmente indipendente è una delle figure più influenti dell’ala progressista del Partito Democratico. In diversi politici di quest’ala, a cui Platner è più vicino, hanno fatto la stessa richiesta. Tra di loro ci sono il sindaco di New York Zohran Mamdani e la senatrice del Massachusetts Elizabeth Warren. Anche la sezione del Partito Democratico del Maine ha chiesto il ritiro di Platner: avrà tempo fino al 13 luglio per modificare il suo candidato, ma occorre che Platner si ritiri.
– Leggi anche: Graham Platner è un problema e un’opportunità per i Democratici



