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  • Domenica 5 luglio 2026

Tante persone partecipano al funerale di Khamenei, ma quante?

Il regime parla già di milioni di visitatori, ma sono stime difficili da verificare: da due giorni c'è comunque una grande quantità di gente a Teheran

I funerali di Ali Khamenei alla Grande Moschea di Teheran, Iran, domenica 5 luglio (AP Photo/Altaf Qadri)
I funerali di Ali Khamenei alla Grande Moschea di Teheran, Iran, domenica 5 luglio (AP Photo/Altaf Qadri)
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Domenica è il secondo giorno dei sei previsti per il funerale di Ali Khamenei, e da sabato decine di migliaia di persone sono arrivate a Teheran, la capitale dell’Iran, per rendergli omaggio. È difficile anche solo stimare quante persone siano arrivate finora per vedere la sua bara, esposta in una teca di vetro nella Grande Moschea della città. Già dalle prime ore della mattina di domenica lo spiazzo davanti e le aree adiacenti erano pieni di gente per vederla e raccogliersi in preghiera. La cerimonia oggi dura fino alle 20 (le 18:30 in Italia).

Il regime ha stimato fino a 15 milioni di partecipanti e l’agenzia di stato Tasnim ha detto che da sabato mattina sono stati registrati 7 milioni di accessi alla metropolitana di Teheran, che è il mezzo fortemente raccomandato per raggiungere la Grande Moschea in questi giorni di grande affollamento.

Sono numeri probabilmente gonfiati, dato che il funerale ha anche scopi politici: serve a mostrare forza e unità nei negoziati con gli Stati Uniti, a rafforzare il consenso attorno alla Repubblica islamica trasformando Khamenei in un martire della resistenza.

Teheran, 5 luglio 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)

Khamenei era l’esponente più importante e tra i più simbolici del regime. Era la Guida Suprema, cioè la più alta autorità politica e religiosa del paese, incarico che ha mantenuto fino al 28 febbraio, quando fu ucciso a 86 anni nel primo giorno di guerra in Medio Oriente da un bombardamento israeliano.

Nella mattina sono stati visti al funerale tre dei figli di Khamenei: Masoud, Meysam e Mostafa. Le autorità iraniane hanno detto che invece non parteciperà questioni di sicurezza Mojtaba Khamenei, che dalla morte del padre ha assunto il ruolo di Guida Suprema. Da allora non è mai apparso in pubblico e si è speculato molto sulle sue condizioni di salute e sulla possibilità che sia stato ferito in un bombardamento.

La televisione di stato iraniana sta seguendo il funerale con lunghe dirette, mostrando la grande quantità di partecipanti. Molti di loro urlano frasi contro gli Stati Uniti e Israele, come «Morte all’America» ​​e «Morte a Israele», spesso sventolando bandiere e striscioni rossi, il colore tradizionalmente usato per le richieste di vendetta. È difficile capire quanto queste dimostrazioni siano spontanee o pilotate dal regime.

La folla sotto i vaporizzatori d’acqua usati per alleviare il caldo, Teheran, 5 luglio 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)

L’area della moschea è strettamente sorvegliata dalle forze di sicurezza, che perquisiscono e ispezionano con il metal detector chiunque arrivi. I visitatori si fermano a scrivere messaggi commemorativi sulle barricate installate per delimitare l’accesso all’area, e alcuni partecipanti appendono ritratti, oggetti e fiori anche sull’edificio in cui Khamenei fu ucciso.

Per quanto sia difficile fare stime accurate, le immagini mostrano una grande partecipazione. Khamenei aveva un forte seguito tra integralisti religiosi e nazionalisti iraniani, anche se dopo quasi 40 anni di governo, repressione e crisi economica hanno allontanato gran parte della popolazione dal regime, soprattutto i giovani.

Prima della guerra il regime aveva represso brutalmente diverse proteste e, dopo la morte di Ali Khamenei molti iraniani erano scesi in piazza per festeggiare, rischiando in molti casi la vita.

Teheran, 5 luglio 2026 (AP Photo/Altaf Qadri)

Il funerale continuerà anche lunedì, ma Teheran non sarà l’unica città coinvolta nella cerimonia.

Dopo la capitale, la salma di Khamenei sarà trasportata nella città santa di Qom, poi a Najaf e Karbala, in Iraq, dove c’è una grande comunità sciita. Nelle intenzioni del regime, raggiungere l’Iraq serve per mostrare la capacità dell’Iran di mantenere una propria influenza regionale come forza sciita internazionale.

La salma tornerà nuovamente in Iran per essere sepolta a Mashhad, la città dove nacque, il 19 aprile del 1939.