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  • Sabato 4 luglio 2026

La riforma con cui l’Ucraina prova ad attirare nuovi soldati

Mette un termine ai tempi di servizio e aumenta gli stipendi, nel tentativo di risolvere il più grave problema dell'esercito dopo più di quattro anni di guerra

Un soldato lungo la linea del fronte vicino a Kostiantynivka, nella provincia di Donetsk, nel Donbas ucraino, 4 giugno 2026 (Iryna Rybakova/Ukraine's 93rd Mechanized Brigade via AP)
Un soldato lungo la linea del fronte vicino a Kostiantynivka, nella provincia di Donetsk, nel Donbas ucraino, 4 giugno 2026 (Iryna Rybakova/Ukraine's 93rd Mechanized Brigade via AP)
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Dopo anni di discussioni il governo ucraino ha approvato una riforma del servizio militare che ha l’obiettivo principale di aumentare i soldati al fronte. Da tempo l’esercito ucraino è a corto di uomini oltre che di armi, per via delle perdite ma anche per il numero sempre maggiore di persone che disertano o che abbandonano durante il periodo di servizio, tra le altre cose per stanchezza e frustrazione.

In Ucraina c’è la mobilitazione obbligatoria per tutti gli uomini tra i 25 e i 60 anni. Chi viene chiamato in servizio deve restare nell’esercito fino alla fine della legge marziale, introdotta all’inizio dell’invasione russa su larga scala. Le nuove regole puntano soprattutto a convincere ad arruolarsi anche chi non è obbligato e chi si è sottratto illegalmente. Le modifiche varranno anche per chi non è cittadino ucraino, con l’obiettivo di attirare nuovi combattenti stranieri.

La riforma prevede anzitutto un notevole aumento delle paghe, commisurate al ruolo e alla posizione: chi è esposto a rischi maggiori nei combattimenti guadagna di più. Avviene già ora, ma il distacco sarà più netto. Per esempio lo stipendio medio di un soldato di fanteria in prima linea raddoppierà, passando dall’equivalente di circa 3mila euro al mese a circa 6mila; quelli nelle retrovie passeranno dagli attuali circa 400 euro a circa 600.

Molti soldati ritengono che la sola distinzione tra prima linea e retrovia non sia sufficiente a giustificare una tale disparità di trattamento, come ha ricostruito raccogliendo varie testimonianze il sito Kyiv Independent. Anche perché nelle retrovie c’è anche gente che è stata ferita e non può più combattere, ma che comunque è importante per le operazioni dell’esercito.

Le paghe più alte riflettono un rischio maggiore ma soprattutto un tentativo del governo di attirare soldati proprio dove servono di più, nella “kill zone”, dove l’esercito sta sperimentando l’uso di robot che prendono il posto dei soldati d’assalto.

Un altro aspetto della riforma riguarda i tempi di servizio: saranno introdotti contratti dai 6 ai 24 mesi, con almeno sei mesi di congedo una volta conclusi. Potranno accedervi sia i nuovi soldati sia chi è già nell’esercito, ma in questo caso i congedi non saranno direttamente proporzionali al tempo servito.

Soldati vicino a Kharkiv caricano un cannone, 14 maggio 2026 (AP Photo/Andrii Marienko)

Molti dei soldati che si sono arruolati negli ultimi anni non hanno mai smesso di combattere: alcuni sono in servizio dall’invasione russa su larga scala del 2022, altri da quella della Crimea del 2014, senza o con poche interruzioni. Anche loro potranno ottenere il nuovo contratto, ma avranno tempi di congedo che molti ritengono non commisurati al tempo speso al fronte. Il Kyiv Independent ha parlato con un soldato che oggi è nelle retrovie: otterrebbe un anno di congedo a fronte di sei anni di servizio.

Per garantire meno disparità di trattamento tra nuovi e vecchi soldati, il ministero della Difesa ha detto che avvierà un congedo graduale dei veterani, ma solo alla fine del 2026 e in base a come procedono i combattimenti. Al momento sembrano andare bene per l’Ucraina, ma non è una garanzia sufficiente. Anche se la riforma favorisse nuovi arruolamenti, non è detto che questi saranno sufficienti a permettere il ricambio delle persone al fronte da anni. Inoltre i nuovi soldati potrebbero essere inesperti e quindi inadatti a sostituire chi ha anni di esperienza senza abbassare troppo il livello.

Il governo ucraino aveva già provato a ridurre i tempi di servizio nel 2024 con una misura simile a quella approvata ora, ma non era stata approvata proprio per il timore che i congedi svuotassero le linee del fronte. La riforma attuale invece dovrebbe riuscire a passare: è stata voluta dal Consiglio dei ministri e l’approvazione finale del parlamento sembra scontata.

Una cerimonia funebre in onore di soldati ucraini morti in combattimento, 19 giugno 2026. Si stima che le perdite ucraine siano intorno alle 600mila, circa la metà di quelle russe (AP Photo/Evgeniy Maloletka)

Un altro aspetto della riforma riguarda chi si è sottratto alla mobilitazione obbligatoria e chi ha lasciato il fronte senza autorizzazione (i disertori), che il ministro della Difesa Mykhailo Fedorov ha stimato in 200mila. Per convincerli a tornare il governo ha deciso che chi si è sottratto una sola volta possa rientrare nell’esercito senza subire conseguenze penali, mentre i recidivi rimarranno perseguibili. La legge ucraina prevede pene fino a 12 anni di carcere per chi elude gli obblighi militari.

Le persone sfuggono alla leva o si rendono irreperibili per molte ragioni. Il servizio di reclutamento è ritenuto corrotto e inefficace, disertare non è difficile e le conseguenze sono incerte. Per far fronte alla carenza di truppe in questi anni i militari addetti al reclutamento hanno usato anche metodi coercitivi violenti, come rapimenti e invii coatti al fronte, tutte cose che non hanno migliorato la reputazione dell’esercito tra la popolazione. Una riforma dei centri di reclutamento per il momento è stata solo annunciata, e quella attuale non la affronta.

Un centro di addestramento dell’esercito ucraino vicino a Zaporizhzhia, 11 giugno 2026 (Andriy Andriyenko/Ukraine’s 65th Mechanized Brigade via AP)

Chi invece si presenta ma poi abbandona il servizio spesso lo fa per insoddisfazione rispetto a come veniva gestita l’unità in cui si trova: in questi anni molti soldati hanno raccontato di missioni in cui i comandanti li mandavano a combattere per difendere la linea del fronte senza che avessero davvero speranze di sopravvivere. Per convincerli a rientrare, il governo ha previsto che possano scegliere l’unità in cui servire, evitando di essere riassegnati a quella da cui sono scappati.

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Non è detto che la riforma sia sufficiente a rifornire le linee del fronte dei soldati necessari. A febbraio una fonte anonima interna alla NATO aveva detto al Times che l’Ucraina avrebbe bisogno di 250mila persone in più per vincere la guerra, ma è probabile sia un’approssimazione che semplifica troppo le cose. Analisi più caute non danno un numero così netto.