Ci sono state tre condanne all’ergastolo per il triplice omicidio di Altavilla Milicia, che avvenne durante una specie di esorcismo

Giovedì la Corte d’Assise di Palermo ha condannato in primo grado all’ergastolo Giovanni Barreca, Sabrina Fina e Massimo Carandente, le persone giudicate colpevoli del triplice omicidio commesso nella notte tra l’8 e il 9 febbraio del 2024 ad Altavilla Milicia, un piccolo comune in provincia di Palermo. Secondo l’accusa Barreca, un muratore di 56 anni, ha ucciso la moglie Antonella Salamone e i due figli Kevin e Emanuel (di 15 anni e 5 anni) con l’aiuto della figlia, ai tempi 17enne, e di Fina e Carandente, coppia che insieme alla famiglia frequentava una comunità di fanatici religiosi.
Secondo l’accusa Salamone e i due figli sono stati uccisi in una sorta di esorcismo, un rito per “liberarli dal demonio”. Fina e Carandente sono considerati gli ispiratori dell’omicidio. Seguivano lo stesso culto, una forma molto fanatica ed estrema di cristianesimo evangelico, a cui a un certo punto aveva aderito anche Barreca, che fin dal primo momento aveva raccontato di avere ucciso la moglie e i figli per liberarli da una presenza demoniaca.
L’anno scorso la figlia di Barreca era stata condannata dal tribunale per i minorenni di Palermo a 12 anni e 8 mesi di carcere per omicidio e occultamento di cadavere. A marzo però era stata assolta in appello perché ritenuta temporaneamente incapace di intendere e di volere.


