L’attentato nel Principato di Monaco contro un oligarca ucraino
Vadym Iermolaiev viveva lì dal 2022, è sanzionato dal governo ucraino e ha un figlio implicato in una grande truffa: è stato ferito da una bomba

Lunedì nel Principato di Monaco un uomo ha lasciato uno zaino pieno di esplosivo di fronte alla casa di Vadym Iermolaiev, un oligarca ucraino che vive lì dal 2022. La bomba è esplosa mentre Iermolaiev, la moglie e il figlio quindicenne rientravano a casa: i tre sono stati feriti e la donna è in pericolo di vita. Secondo le prime indagini, l’attentato non ha un movente politico ma è legato alle discusse attività finanziarie di Iermolaiev, o a quelle di un altro suo figlio, Artur, che vive in Israele.
Iermolaiev fa parte di un gruppo di ricchi uomini ucraini che nei primi giorni dell’invasione russa, a febbraio del 2022, lasciarono il paese per stabilirsi nel Principato di Monaco. La destinazione fu scelta per il prestigio, per il regime fiscale agevolato e per la grande sicurezza che dovrebbe offrire: la città è sorvegliata da telecamere, e attentati come quello di lunedì sono estremamente rari. Fra loro ci sono uomini d’affari, personalità del mondo del calcio ucraino, importatori di alcol e tabacco e anche alcuni politici filorussi. Il giornale ucraino Ukrainska Pravda li definisce ironicamente il “Battaglione Monaco”.

L’ingresso della casa di Vadym Iermolaiev nel Principato di Monaco dopo l’esplosione, il 30 giugno 2026 (EPA/SEBASTIEN NOGIER)
Iermolaiev ha 58 anni ed è nato a Dnipro, nell’Ucraina orientale. Nel 1995 ha fondato l’azienda immobiliare Alef, che ha costruito nella città case e centri commerciali. Nel tempo ha diversificato le sue attività investendo nel settore agroalimentare, in quello edile e in aziende di strumentazione medica. Produceva e commerciava anche vini in Crimea, nei territori poi occupati e annessi illegalmente dalla Russia. Il quotidiano Kyiv Independent, citando esperti locali, lo definisce un «oligarca di Dnipro» che aveva provato a salire di livello e diventare rilevante a livello nazionale, ma senza esserci ancora riuscito. In politica aveva relazioni con i principali politici di Dnipro, compresi alcuni filorussi.
Anche dopo il trasferimento ha mantenuto i suoi contatti e le sue influenze a Dnipro, ed è tuttora coinvolto in alcuni nuovi investimenti immobiliari. I rapporti con il governo centrale ucraino però sono pessimi. Iermolaiev ha prima acquisito la cittadinanza cipriota e poi rinunciato a quella ucraina, nel 2022. Nel 2023 il presidente Volodymyr Zelensky lo ha inserito in una lista di persone sanzionate per rapporti con la Russia. Le accuse del governo ucraino sono molto generiche e potrebbero riguardare un’azienda vinicola in Crimea: Iermolaiev è accusato di controllarla ancora attraverso prestanomi sotto la gestione russa, ma lui nega e dice di aver perso ogni controllo sugli investimenti nell’area occupata.
Non ci sono indicazioni legate a queste attività che al momento possano fornire una possibile pista investigativa per l’attentato, ma come detto la polizia monegasca si sta concentrando sulle attività del figlio Artur, di 35 anni. Alla fine del 2025 è stato arrestato a Cipro e accusato di aver partecipato a truffe da 100 milioni di dollari fatte attraverso call center in Ucraina. Una parte delle persone truffate erano estoni: è stato estradato in Estonia, dove ha fatto un accordo con la procura pagando una multa di 8 milioni di euro e ottenendo che la pena di 5 anni di reclusione fosse sospesa. Ha quindi lasciato il paese e si è trasferito in Israele. Igor Komarov, un altro uomo legato alla truffa dei call center, è stato torturato e ucciso a Bali, in Indonesia, a marzo.
La bomba nello zaino a Monaco potrebbe essere una ritorsione legata alla stessa questione, ma è solo un’ipotesi. Le immagini delle telecamere di sorveglianza hanno ripreso un uomo vestito di nero, con un cappello nero, che lasciava lo zaino e poi scappava dopo l’esplosione: al momento non è stato identificato.



