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  • Martedì 30 giugno 2026

Migliaia di immigrati se ne stanno andando dal Sudafrica

Alla scadenza dell’ultimatum dei gruppi xenofobi, che hanno creato un clima di paura con proteste e intimidazioni

Donne maliane in coda in un centro da dove partono i rimpatri, il 18 giugno (AP Photo/Themba Hadebe)
Donne maliane in coda in un centro da dove partono i rimpatri, il 18 giugno (AP Photo/Themba Hadebe)
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Negli scorsi giorni migliaia di persone immigrate se ne sono andate dal Sudafrica prima che scadesse, martedì 30 giugno, l’ultimatum dato loro dai gruppi xenofobi che negli ultimi mesi hanno organizzato proteste violente contro l’immigrazione.

Per martedì i gruppi xenofobi avevano convocato manifestazioni contro gli stranieri, sostenendo che sarebbero state pacifiche. Le precedenti non lo erano state e anzi, avevano creato il clima di paura che ha convinto molti a tornare nel proprio paese d’origine, nonostante avessero un permesso di soggiorno e in alcuni casi vivessero in Sudafrica da anni, se non decenni.

Mohamed Hawa, un insegnante quarantenne originario del Malawi, ha dettoLe Monde che giorni fa uno sconosciuto si era presentato a casa sua intimandogli di andarsene: «Non capisco quest’odio, stanno dando la caccia agli stranieri in tutto il paese». Marjolain Mabako, che vive in Sudafrica da 22 anni, ha dettoFrance 24 che considera meno pericoloso tornare nella sua regione della Repubblica Democratica del Congo, sotto il controllo dei ribelli separatisti, che restare in Sudafrica.

Migliaia di immigrati che vorrebbero andarsene si sono radunati nell’ex “Drive In” della città di Durban, sulla costa est: è un enorme parcheggio che un tempo era stato un cinema all’aperto, da dove ogni sera partono autobus per altri paesi africani. In questi giorni gli autobus sono tutti pieni.

Il clima di paura diffusa è dovuto anche al fatto che nei giorni scorsi i gruppi avevano distribuito materiale, sia tramite opuscoli sia online, in cui sostenevano falsamente che il 30 giugno sarebbe stata una data ufficiale e che, trascorsa quella, gli stranieri senza documenti sarebbero arrestati ed espulsi. In realtà l’ultimatum non ha nessuna base legale.

– Leggi anche: Le proteste contro gli stranieri in Sudafrica

In vista della mobilitazione di martedì il governo aveva disposto un’ampio dispiegamento di forze dell’ordine, attendendosi diffuse violenze: infine le proteste sono state in larga parte contenute e le violenze peggiori evitate.

Ci sono state comunque ronde in quartieri abitati da persone straniere, con gli attivisti che hanno bussato porta a porta, anche prendendo a calci le serrande abbassate dei negozi di immigranti. In alcuni casi ci sono stati saccheggi e tentativi di pestaggi. Dai manifestanti la polizia ha confiscato armi di vario tipo, come armi, lame, pietre. La maggior parte di loro brandiva dei bastoni.

Alle manifestazioni di martedì 30 hanno aderito una ventina di gruppi xenofobi. Tra questi March and March è il più in vista: sostiene di essere apolitico, ma ha legami con uMkhonto weSizwe, il partito dell’ex presidente Jacob Zuma, populista di sinistra ma con posizioni nazionaliste sull’immigrazione. uMkhonto weSizwe è il terzo partito in Sudafrica. March and March è sostenuto anche da partiti minori, di destra ed estrema destra.

Jacinta Ngobese-Zuma, la leader di March and March ha detto che seguiranno altre mobilitazioni «ogni giovedì per i prossimi sei mesi» se l’organizzazione non otterrà l’espulsione dei migranti irregolari. Ha anche presentato al governo un memorandum con le richieste del movimento.

I gruppi attribuiscono tutti i problemi economici agli immigrati: si stima che in Sudafrica ci siano circa 3 milioni di stranieri residenti regolarmente (pari al 5 per cento della popolazione), arrivati soprattutto da altri paesi africani vicini ma più poveri. A questi se ne aggiungono molti altri senza documenti.

Una donna cammina in un mercato chiuso a Thokoza, a est di Johannesburg, il 30 giugno

Una donna cammina in un mercato chiuso a Thokoza, a sudest di Johannesburg, il 30 giugno (AP Photo/Themba Hadebe)

Finora il governo, una coalizione del partito del Congresso, storico partito di centrosinistra, e Alleanza Democratica, di centro destra, ha sempre condannato le violenze e respinto l’idea di un’espulsione di massa entro una certa data. Tuttavia negli ultimi mesi ha inasprito le sue politiche immigratorie per allinearsi con le posizioni di partiti che sostengono la linea più dura.

A inizio giugno il governo ha presentato una serie di misure per contrastare l’immigrazione irregolare e da allora ha fatto 8mila espulsioni, che già si erano intensificate negli ultimi anni (passando dalle 58mila del 2024-2025 a quasi 110mila a marzo 2026). A novembre in Sudafrica ci saranno le elezioni locali e le proteste anti-immigrazione sono uno dei temi principali della campagna elettorale. Anche i media hanno dato largo spazio alle rivendicazioni di March and March e gruppi simili.

– Leggi anche: In Sudafrica le proteste contro l’immigrazione stanno condizionando la politica