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  • Mercoledì 24 giugno 2026

I piani delle città italiane per proteggere le persone dal caldo

Consistono soprattutto in un potenziamento dell'assistenza agli anziani e a chi è più fragile, e in consigli su dove cercare riparo

Piazza del Popolo, a Roma (Antonio Masiello/Getty Images)
Piazza del Popolo, a Roma (Antonio Masiello/Getty Images)
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In Italia e nel resto d’Europa è in corso una lunga ondata di calore, che i meteorologi stimano potrebbe continuare fino ai primi giorni di luglio. Il ministero della Salute monitora i rischi per il caldo in 27 città italiane e pubblica ogni giorno un bollettino segnalando i livelli di gravità (dal bollino verde a quello rosso, il più grave). Per mercoledì ha previsto bollini rossi in 16 città, per giovedì in 17.

Come ogni anno, molte città hanno elaborato piani di intervento contro il caldo, che consistono soprattutto in un potenziamento dell’assistenza alle persone più fragili, come gli anziani, in particolare se soli o in difficoltà economica. I piani sono stati elaborati insieme alle aziende sanitarie locali.

In molte città, come Torino, Firenze e Bologna, i servizi sociali e i medici di famiglia possono segnalare ai servizi sanitari le persone più fragili a cui telefonare periodicamente. Diversi comuni mettono a disposizione gratuitamente infermieri o assistenti familiari che accompagnano le persone in difficoltà alle visite mediche, comprano farmaci o portano loro la spesa e pasti a domicilio. In diverse città è stato attivato anche un numero verde gratuito che si può chiamare nei casi di emergenza legati al caldo.

Con l’arrivo del caldo, poi, molte strutture sanitarie e di assistenza, pubbliche e private, offrono la possibilità di attivare i cosiddetti “ricoveri di sollievo” per ospitare anziani per un periodo di tempo prestabilito, permettendo alle famiglie che solitamente se ne prendono cura di riposarsi.

A Torino hanno creato una lista di “centri d’incontro climatizzati”, cioè spazi gratuiti aperti al pubblico attrezzati con ventilatori e condizionatori. Anche il comune di Milano ha pubblicato una mappa con 116 spazi freschi sparsi per la città tra biblioteche, aree verdi e case di quartiere, mentre Firenze ha aggiornato il censimento dei suoi “rifugi climatici”, individuandone 53. Bologna ne ha mappati 24: quelli al chiuso sono dotati di servizi igienici, acqua potabile, sedute e climatizzazione; quelli all’aperto di ombra e acqua.

La regione Lombardia ha incoraggiato le visite a domicilio dei medici di famiglia per i pazienti più fragili. Chi è stato segnalato come soggetto particolarmente fragile potrà essere chiamato direttamente a casa dai servizi sanitari. Negli ospedali è anche stata attivata una sorta di corsia preferenziale per chi si sente male a causa del caldo.

Il comune di Venezia ha stampato e distribuito 8mila volantini che contengono raccomandazioni per attenuare gli effetti delle alte temperature, numeri di emergenza e indirizzi di posti freschi o climatizzati. Il comune di Firenze ha chiuso alcune zone dei musei civici. Il comune di Roma ha annunciato che presenterà un “piano caldo” a luglio, e ha fatto sapere che sono in corso lavori per tentare di adattare la città al cambiamento climatico, tra cui «una massiccia depavimentazione».

Con depavimentazione (o depaving in inglese) si intende la rimozione dell’asfalto dagli spazi cittadini, sostituendolo con aiuole, giardini o prati. In questo modo si riduce l’effetto “isola urbana di calore”, che si crea per la diffusa presenza di cemento e suolo ricoperto da asfalto, e rende le città sensibilmente più calde delle aree rurali. A Genova la depavimentazione è stata inserita nel piano urbanistico, e interventi simili sono stati avviati o programmati anche a Milano e Bologna.

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