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  • Lunedì 22 giugno 2026

Stati Uniti e Iran sono tornati al punto di partenza

Sono tornati a trattare dopo la firma dell'accordo, ancora sulle stesse cose di sempre: ci sono state tensioni ma anche qualche progresso limitato

Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance (il primo da destra) parla con Jared Kushner prima dell'incontro tra Stati Uniti e Iran (Fabrice Coffrini/Keystone/AP)
Il vicepresidente degli Stati Uniti JD Vance (il primo da destra) parla con Jared Kushner prima dell'incontro tra Stati Uniti e Iran (Fabrice Coffrini/Keystone/AP)
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Nella notte tra domenica e lunedì è terminato il primo incontro tra i delegati di Stati Uniti e Iran al resort di Bürgenstock, sul lago di Lucerna, in Svizzera. Era il primo previsto dal memorandum d’intesa firmato la settimana scorsa, che prevede che i due governi continuino a negoziare per 60 giorni per trovare un accordo di pace definitivo per la guerra in Medio Oriente.

In questi primi colloqui non è stato deciso granché: secondo Pakistan e Qatar, che finora sono stati i principali paesi mediatori, Iran e Stati Uniti hanno stabilito un calendario per continuare i negoziati nelle prossime settimane. Hanno anche deciso di creare una linea di comunicazione diretta, per evitare incomprensioni e garantire la libertà di transito nello stretto di Hormuz, e un sistema di coordinamento tra Iran, Stati Uniti e Libano, con l’obiettivo di far cessare i combattimenti tra Israele e Hezbollah in Libano, come aveva chiesto l’Iran e come previsto dal memorandum tra i due paesi. Sono due avanzamenti molto limitati ma abbastanza concreti.

Durante i negoziati ci sono stati alcuni momenti di tensione, specialmente dopo che il presidente statunitense Donald Trump aveva minacciato di compiere nuovi attacchi contro l’Iran. In un’intervista a Fox News Trump aveva anche detto di avere minacciato i rappresentanti dell’Iran, alludendo alla possibilità di rapirli, sostenendo che la delegazione «non sarebbe riuscita a ritornare nel proprio paese».

La delegazione statunitense era guidata dal vicepresidente JD Vance. Insieme a lui c’erano l’inviato speciale Steve Witkoff e Jared Kushner, il genero di Trump. Per l’Iran invece c’erano il presidente del parlamento Mohammad Ghalibaf e il ministro degli Esteri Abbas Araghchi. Le due delegazioni si sono incontrate di persona per circa un’ora e mezza. In Svizzera sono comunque rimasti altri funzionari dei due governi, che continueranno a discutere i dettagli di un possibile accordo.

Le trattative tra Iran e Stati Uniti sono molto complicate, e ci sono diversi punti su cui le loro posizioni restano distanti. Un ostacolo a un accordo al momento è il fatto che nei giorni scorsi Israele ha continuato a compiere attacchi in Libano, nonostante il memorandum. Sabato inoltre l’Iran aveva detto di aver di nuovo chiuso la navigazione nello stretto di Hormuz, proprio come risposta ai continui attacchi israeliani in Libano. Gli Stati Uniti sostengono che le navi continuino a passare dallo stretto, ma dopo l’annuncio dell’Iran diverse hanno invertito la loro rotta, e al momento la situazione è abbastanza confusa.