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  • Lunedì 22 giugno 2026

Il probabile nuovo presidente della Colombia è un po’ Trump un po’ Milei e un po’ Bukele

Secondo i conteggi preliminari Abelardo de la Espriella ha vinto le elezioni: vuole portare il suo paese molto a destra

Abelardo de la Espriella, maggio 2026 (AP Photo/Ivan Valencia)
Abelardo de la Espriella, maggio 2026 (AP Photo/Ivan Valencia)
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Secondo il conteggio preliminare dei voti, il milionario di estrema destra Abelardo de la Espriella ha vinto le elezioni presidenziali in Colombia. A meno di grosse sorprese, la Colombia diventerà così l’ultimo paese dell’America Latina a essere governato dalla destra, che negli ultimi anni ha vinto quasi tutte le elezioni nel continente.

De la Espriella è un avvocato e imprenditore che prima di candidarsi a presidente non aveva alcuna esperienza politica. In campagna elettorale ha adottato toni autoritari, ha stretto un rapporto molto intenso con la destra trumpiana statunitense e ha promesso di usare la violenza contro i suoi avversari politici.

La sua vittoria è per il momento basata sul conteggio preliminare dei voti, che non ha valore legale ma i cui risultati vengono diffusi per ragioni politiche: per evitare, per esempio, grossi ritardi come quelli del Perù, dove sono passate quattro settimane dalle elezioni e ancora non si sa chi abbia vinto. Il conteggio preliminare è comunque considerato molto affidabile, e per questo de la Espriella è già dato come vincitore: al primo turno delle presidenziali la differenza tra il conteggio preliminare e quello ufficiale (che di solito arriva dopo qualche giorno) era di meno dello 0,1 per cento.

Nonostante questo Iván Cepeda, il candidato di sinistra, e il presidente della Colombia Gustavo Petro, suo alleato, hanno detto che non riconosceranno de la Espriella come nuovo presidente finché non saranno stati pubblicati i risultati del conteggio ufficiale. Secondo i dati preliminari, con il 99,99 per cento dei seggi scrutinati de la Espriella ha ottenuto il 49,66 per cento dei voti e Cepeda il 48,7: la differenza è di circa 250 mila voti.

Iván Cepeda con la sua candidata vicepresidente, Aida Quilcue, 21 giugno 2026 (AP Photo/Fernando Vergara)

Iván Cepeda con la sua candidata vicepresidente, Aida Quilcué, 21 giugno 2026 (AP Photo/Fernando Vergara)

Nelle città colombiane i sostenitori di de la Espriella hanno cominciato a festeggiare già domenica notte: molti di loro indossavano la maglia della nazionale di calcio colombiana, che è diventata una specie di divisa informale del suo movimento nazionalista e di estrema destra.

Ci sono state anche alcune proteste da parte dei sostenitori di Cepeda. A Cali, la terza città più grande della Colombia, ci sono stati scontri tra la polizia e i manifestanti di sinistra, che tra le altre cose hanno bruciato bandiere statunitensi per indicare la grande vicinanza tra de la Espriella e l’amministrazione Trump.

Sostenitori di de la Espriella, 21 giugno 2026 (AP Photo/Rodrigo Abd)

Sostenitori di de la Espriella, 21 giugno 2026 (AP Photo/Rodrigo Abd)

La campagna elettorale è stata concentrata su due temi: la sicurezza e l’economia. Il primo è particolarmente pressante per la popolazione. Negli ultimi anni, dopo un periodo di relativa calma, le statistiche della violenza sono molto peggiorate: sono aumentati gli omicidi, i rapimenti, le estorsioni e le violenze sessuali. La Colombia ha una lunga storia di lotta armata condotta da movimenti di guerriglia o paramilitari (il più famoso è quello delle FARC). È inoltre il primo produttore al mondo di cocaina, e alla violenza della guerriglia si unisce la violenza dei gruppi del narcotraffico (le due cose spesso si mischiano e si confondono).

Gustavo Petro, l’attuale presidente, aveva promesso di porre fine alla violenza tramite un progetto di «pace totale», che prevedeva di smantellare i gruppi guerriglieri e paramilitari con il negoziato. Benché il progetto sia di fatto fallito, Cepeda aveva promesso di continuarlo, ma in maniera più energica e senza disdegnare l’uso della forza.

De la Espriella invece ha sostenuto di voler usare una politica della “tolleranza zero” ispirata a Nayib Bukele, il presidente autoritario di El Salvador: distruzione sistematica delle piantagioni di coca e costruzione di enormi penitenziari per la detenzione sommaria di tutte le persone sospettate di avere a che fare con la guerriglia o con il narcotraffico.

De la Espriella fa tutti i suoi comizi dietro a un vetro antiproiettile, sostenendo che i suoi avversari politici vogliano attentare alla sua vita (AP Photo/Ivan Valencia)

De la Espriella fa tutti i suoi comizi dietro a un vetro antiproiettile, sostenendo che i suoi avversari politici vogliano attentare alla sua vita (AP Photo/Ivan Valencia)

Esattamente come si è ispirato a Bukele per le politiche di sicurezza, in economia de la Espriella si è ispirato a un altro leader simbolico della destra latinoamericana: il presidente argentino Javier Milei. Come Milei, de la Espriella ha detto che la sinistra sta abituando i colombiani a «vivere alle spalle dello stato» a causa dei troppi aiuti e sussidi, e vuole tagliare la spesa pubblica del 40 per cento.

Per quanto riguarda invece la comunicazione pubblica, de la Espriella ha preso ispirazione da un altro leader ancora: Donald Trump. Come il presidente degli Stati Uniti, usa una retorica di estrema violenza contro i suoi avversari politici: ha promesso di «sventrare» la sinistra colombiana e in un’intervista recente ha detto che «assapora» l’idea di proteste contro di lui (per reprimerle con la violenza) e che intende seppellire chiunque contesti la sua vittoria «15 metri sottoterra senza luce e senza acqua».

Il simbolo del movimento politico di de la Espriella è la tigre (AP Photo/Santiago Saldarriaga)

Il simbolo del movimento politico di de la Espriella è la tigre (AP Photo/Santiago Saldarriaga)

Come Trump, inoltre, de la Espriella conduce una vita lussuosa e ostentata, ma ha adottato una retorica capace di attrarre i voti della destra religiosa colombiana. Come Trump, ha monetizzato la propria fama e ha cominciato a vendere gadget con il suo nome, compreso un orologio molto costoso. «Non ho mai visto due leader politici più allineati di Donald Trump e Abelardo De La Espriella», ha detto al New York Times Manuel José Cepeda, un analista politico non imparentato con il candidato di sinistra.

De la Espriella, che è anche cittadino statunitense naturalizzato, negli ultimi mesi ha cercato e ottenuto l’approvazione dell’amministrazione Trump, che lo ha sostenuto energicamente durante la campagna elettorale. Dopo la vittoria Trump ha scritto sul suo social media Truth: «Ha vinto, ALLA GRANDE!».