Le foto del Pride di Roma
Lo slogan di quest'anno è stato “La Repubblica è di chi la abita”, per gli 80 anni dalla fine della monarchia

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Sabato pomeriggio a Roma decine di migliaia di persone hanno partecipato alla manifestazione organizzata in occasione del Pride, il mese di eventi che celebra la comunità LGBTQIA+ in tutto il mondo. L’edizione di quest’anno ha avuto come slogan “La Repubblica è di chi la abita”, in occasione dell’80esimo anniversario dal referendum con cui l’Italia divenne una repubblica.
Mario Colamarino, portavoce del Roma Pride, ha spiegato la scelta dello slogan dicendo che «a ottant’anni dalla nascita della Repubblica sentiamo il dovere di riaffermare con forza il legame tra Costituzione e diritti reali. La nostra Carta nasce dall’antifascismo e dalla lotta contro ogni forma di oppressione: tradirne lo spirito significa accettare che una parte della popolazione resti invisibile o marginalizzata. Oggi assistiamo a un arretramento preoccupante sul piano dei diritti e delle libertà: per questo il Pride torna a essere, con ancora più determinazione, uno spazio di resistenza, proposta e visione».
Nel corso della manifestazione c’è stato un momento di tensione per via della partecipazione dell’associazione ebraica LGBTQIA+ Keshet. Gli attivisti dell’associazione partecipavano senza un carro, dopo un compromesso raggiunto con l’organizzazione: inizialmente erano stati infatti esclusi per non aver sottoscritto il documento politico della manifestazione, in cui gli organizzatori condannano «il genocidio e le violenze in corso a Gaza ad opera dello Stato di Israele».
Al loro arrivo sabato pomeriggio sono stati accolti dai fischi dei manifestanti sostenitori della Palestina, e dal coro «Fuori i sionisti dal corteo». Alla fine per motivi di sicurezza gli attivisti dell’associazione Keshet sono stati fatti fermare dalle forze dell’ordine.
Non partecipavano al Pride, ma si sono presentati per contestarlo, Mario Adinolfi del Popolo della Famiglia e Francesca Pascale, con le bandiere di Israele e del gruppo Gay Conservatori e Liberali. Sono stati contestati dai manifestanti, e poi allontanati dal corteo dalle forze dell’ordine.
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