C’è una cosa vecchia e nuova insieme in “Toy Story 5”

In alcune scene lo stile di animazione sembra in due dimensioni, su cui Pixar vorrebbe puntare di più in futuro

Una scena dal trailer di Toy Story 5 (Disney)
Una scena dal trailer di Toy Story 5 (Disney)
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Il primo trailer completo di Toy Story 5 conteneva qualcosa di mai visto in un film Pixar: delle immagini all’apparenza disegnate a mano. Non era davvero così, si trattava sempre di animazione computerizzata in tre dimensioni, ma erano fatte per dare l’illusione di essere in due dimensioni, come fossero disegnate da una bambina. Si tratta di piccole sequenze che nel film sono usate come momenti di fantasia, in cui i giocattoli vengono coinvolti in avventure immaginate dalla loro proprietaria, la bambina Bonnie. Per aumentare l’illusione di essere disegnate a mano poi, quelle scene hanno anche segni cinetici e soluzioni che rimandano ai fumetti o all’animazione giapponese.

La Pixar non ha mai fatto film in 2D o disegnati a mano. Nacque proprio con Toy Story nel 1995 come il primo studio di animazione a realizzare un lungometraggio in computer grafica. Nel 2005 fu acquisita dalla Disney, anche per assorbirne i talenti e i segreti del successo. Ed è dal 2011 che la Disney non distribuisce un film interamente in 2D (l’ultimo fu Winnie the Pooh). Eppure la società non ha mai smesso di parlare di un ritorno al 2D, che tuttavia soltanto adesso sembra effettivamente plausibile.

Il prossimo film Pixar si intitolerà Gatto e sarà ambientato a Venezia. Il regista è l’italiano Enrico Casarosa, che per la Pixar ha già fatto Luca nel 2021 (anche quello ambientato in un posto che somiglia all’Italia). La particolarità di Gatto è che sarà il primo film Pixar con un look 2D. Si parla sempre di “look 2D” o “stile disegnato” perché si tratta comunque di animazione in computer grafica, poi trattata per avere il tipo di tratto e le caratteristiche dell’animazione in due dimensioni. Per sembrarlo senza esserlo davvero.

L’animazione in due dimensioni, quella fatta a mano, è infatti molto costosa e nonostante la Disney per tutto il Novecento sia stata lo studio di animazione a mano più importante del mondo, ha progressivamente dismesso sia le competenze che le persone chiave per quel tipo di lavorazione. Oggi i flussi di produzione sono tutti organizzati intorno all’animazione in computer grafica, che non solo è più pratica ed efficiente, ma consente un controllo migliore sul prodotto finito.

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L’inserimento dentro a Toy Story 5, uno dei film più importanti della Pixar degli ultimi anni e che promette di fare un incasso molto grande, non sembra casuale ma più un modo di cominciare a introdurre quello stile al pubblico. Negli ultimi anni i cartoni della Pixar che non sono sequel sono entrati in crisi: Soul, Luca e Red, usciti nel periodo dopo la pandemia, sono stati degli insuccessi; Elio, uscito in un momento in cui il cinema si era ripreso, non è andato bene; e anche Lightyear, spin-off di Toy Story di fantascienza tutto su Buzz Lightyear, è andato male. I sequel dei cartoni più importanti continuano ad andare bene ma lo studio ha bisogno di una novità di successo per creare nuove saghe. Un cambio di stile potrebbe essere molto utile.

Disney e Pixar non sono esattamente la stessa cosa, benché appartengano alla stessa proprietà. Le gestioni sono separate anche se le strategie tendono a essere comuni. Che entrambe tendano verso questo cambiamento è quindi significativo, anche se per la Disney, vista la sua storia e tradizione, è meno clamoroso: fu proprio lei la prima a sperimentare questa tecnica.

Il corto Paperman nel 2012 fu il primo a mostrare che anche a livello industriale si poteva fare e animazione in computer grafica mista a quella disegnata a mano. La tecnica consiste nel creare un mondo e dei personaggi in computer grafica, come si farebbe normalmente, senza però dar loro un’apparenza definita, come fossero manichini. Poi con un software sviluppato internamente alla Disney si disegna a mano sopra quei manichini in computer grafica. Il risultato sono modelli computerizzati che fanno tutto quello che possono fare i modelli computerizzati, con la loro flessibilità e facilità di gestione, ma “vestiti” di un disegno a mano.

Altri corti come Feast e Far from the Tree hanno continuato la sperimentazione in direzioni diverse, ma la prima svolta netta è stata il film Disney del 2023 Wish. Fu realizzato con una variazione su questa tecnica: fondendo ambienti e personaggi in computer grafica con un tratto grafico a mano, che desse l’impressione di un disegno su carta. Le linee di contorno dei personaggi richiamano il disegno a mano, solo i movimenti tradiscono il fatto che si tratta di modelli in computer grafica. Una serie tv tratta dal film La principessa e il ranocchio, intitolata Tiana, avrebbe dovuto essere il primo progetto per la tv con questa tecnica, ma è stata cancellata.

Per la Disney questo stile è un richiamo alla tradizione, e Wish era il film del centenario dello studio e una celebrazione delle storie classiche Disney. Per la Pixar invece cambiare è una necessità. Pete Docter, uno dei registi e sceneggiatori che hanno fatto i primi dieci film dello studio, diventato poi il capo da quando il fondatore John Lasseter si è dimesso, ha spiegato che la scelta di quello stile per Gatto viene dall’idea di riprendere l’estetica da «dipinto vivente» di Venezia. Secondo i principali analisti però una ragione più concreta sarebbe il successo di diversi film animati che cercano di sembrare disegnati a mano, e la stanchezza verso lo stile Pixar.

I cartoni Pixar hanno infatti uno stile così marcato e coerente che anche i meme fatti con l’intelligenza artificiale riescono a imitarlo in modo che tutti lo riconoscano. In trent’anni questa uniformità, che molti altri studi hanno imitato, ha portato a una certa stanchezza verso quel design. Il successo che la Sony Animation ha riscosso con Spider-Man: Un nuovo universo nel 2018, fondendo tecniche di computer grafica con un look che riprende lo stile dei disegni a mano dei fumetti, è stato un indicatore importante.

Dopo quel film molti studi di animazione hanno ricominciato a usare l’animazione 2D per elementi come gli effetti speciali, che al momento rimane l’applicazione principale di questo stile. Con effetti speciali nell’animazione si intendono tutte quelle cose che sarebbero un effetto speciale in un film dal vero. Per esempio nel film DreamWorks Troppo cattivi nel 2022 e in quello Sony I Mitchell contro le macchine nel 2021, le esplosioni sono realizzate sovrapponendo uno strato di disegno 2D a mano sopra la struttura in computer grafica. La Pixar ha iniziato a farlo invece nel 2022 con Red. Se Gatto dovesse andare bene è probabile che i prossimi cartoni saranno pensati in quella maniera.

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