Uno dei più grossi attacchi ucraini contro la Russia
Un'importante raffineria vicino a Mosca è stata colpita per la seconda volta in tre giorni

Nella notte tra mercoledì e giovedì l’Ucraina ha attaccato la Russia con centinaia di droni e ha colpito per la seconda volta in tre giorni un’importante raffineria a Mosca, in uno degli attacchi più grossi compiuti contro la capitale russa dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina nel 2022.
L’attacco ha provocato vari incendi. Il governatore della regione, Andrei Vorobyov, ha detto che le persone ferite negli attacchi sono almeno 17, mentre il ministero della Difesa russo ha detto che i sistemi di difesa aerea hanno abbattuto oltre 550 droni in tutto il paese. 194 di questi erano diretti verso Mosca, ha specificato il sindaco Sergei Sobyanin; tutti e quattro gli aeroporti della città sono stati chiusi per buona parte della mattinata, e sono stati riaperti dopo alcune ore.
Sui social sono circolati alcuni video degli incendi in corso alla raffineria, in cui si vedono alte colonne di fumo sopra la città.
La raffineria colpita dall’attacco si chiama Raffineria Mosca, ed è anche nota con il nome di Raffineria Kapotnya. È una delle più grandi della Russia, e secondo lo Stato maggiore ucraino ha una capacità di lavorazione di oltre 12 milioni di tonnellate di petrolio greggio all’anno: rifornisce circa il 40 per cento del fabbisogno di carburante della regione della capitale e fornisce inoltre carburante per l’aviazione a tutti e quattro i principali aeroporti di Mosca. L’Ucraina l’aveva già colpita martedì, interrompendo temporaneamente le sue attività.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha commentato l’attacco, sostenendo che sia una «risposta completamente giustificata» agli attacchi compiuti dalla Russia sulle città ucraine fin dall’inizio della guerra. Nella notte tra domenica e lunedì la Russia aveva attaccato e danneggiato la cattedrale della Dormizione a Kiev, uno dei siti religiosi più importanti del paese, dove c’era stato un incendio.
L’attacco mostra gli imponenti avanzamenti tecnologici dell’Ucraina, che è sempre più in grado di usare i droni per colpire con precisione obiettivi anche molto distanti dal proprio territorio, come Mosca, che si trova a circa 500 chilometri dal confine ucraino. In questi anni in Ucraina sono state aperte aziende che progettano droni a scopi militari, seguendo in alcune circostanze le richieste che arrivano direttamente dai soldati. Tra questi ci sono per esempio il drone di medio raggio Bulava, che può raggiungere distanze fino a 200 chilometri, e lo Sting, usato in modo difensivo per intercettare i droni usati dai russi.
Al contempo, sembra indicare che la Russia non sia più in grado di isolare completamente dalla guerra la parte di popolazione che vive lontana dall’Ucraina. Lo si era d’altronde già visto a inizio giugno, quando l’Ucraina aveva colpito due volte a distanza di qualche giorno San Pietroburgo, la più importante città russa dopo Mosca. Fa parte della strategia ucraina, il cui obiettivo non è uccidere civili (come invece fa la Russia) bensì colpire le infrastrutture russe in modo tale che la vita quotidiana della popolazione civile subisca comunque dei danni, e che il governo di Putin sia costretto a gestire i problemi e il malcontento.
L’Ucraina punta a colpire soprattutto le infrastrutture del settore dei carburanti, cosa che ha già costretto i russi a razionamenti e lunghe code alle stazioni di rifornimento in Crimea, una penisola nel sud dell’Ucraina che la Russia ha occupato illegalmente nel 2014.
Nell’attacco l’Ucraina ha colpito anche altre parti di Mosca, così come la regione di Rostov, che si trova nella parte meridionale del paese, vicino al confine con l’Ucraina, e alcuni territori ucraini attualmente occupati dall’esercito russo.
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