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  • Mercoledì 17 giugno 2026

McDonald’s è sempre meno legata a Coca-Cola

La storica ed esclusiva collaborazione si è indebolita negli anni, e la catena di fast food cerca bevande nuove per stare dietro alle richieste dei clienti

(Smith Collection/Gado/Getty Images)
(Smith Collection/Gado/Getty Images)
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Il legame tra McDonald’s e Coca-Cola è molto meno esclusivo e stretto di un tempo. Da diversi anni infatti la catena di fast food più diffusa al mondo sta provando a reagire al costante calo delle vendite delle bevande gassate tradizionali ampliando la sua offerta ad altri marchi e sperimentando prodotti nuovi, con aziende spesso concorrenti di Coca-Cola.

L’ultima novità introdotta nei ristoranti McDonald’s statunitensi – e attualmente in sperimentazione in Australia – sono per esempio la Dirty Dr Pepper, una versione di una bevanda gassata molto popolare negli Stati Uniti a cui vengono aggiunti sciroppo alla vaniglia e una schiuma di latte freddo, e la Red Bull Dragonberry Energizer, un energy drink mescolato con sciroppo al lampone e pezzi di dragon fruit essiccato. McDonald’s insomma sta introducendo nei suoi locali le cosiddette dirty sodas, cioè bibite gassate “personalizzate”, arricchite con sciroppi aromatizzati e altri ingredienti come panna, schiuma, granella e pezzi di frutta.

Con queste nuove proposte McDonald’s sta cercando di stare al passo con l’enorme successo delle catene di caffetterie come Starbucks e Dunkin’ Donuts, le cui vendite di “iced coffee”, cioè bevande fredde a base di caffè, latte, panna, sciroppi dolci e ghiaccio hanno avuto un grosso incremento negli ultimi anni: secondo una stima nel 2023 gli americani hanno speso circa 17,7 miliardi di dollari per questi prodotti, più del doppio degli 8,5 miliardi di dollari spesi nel 2016.

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Il legame tra le due aziende continua a essere solido: dentro a Coca-Cola curare i rapporti con McDonald’s è un incarico prestigioso, visto che la catena di fast food è il più grande cliente, nonché l’unico ad avere una divisione dedicata, guidata tra gli altri da Javier C. Goizueta, figlio dello storico amministratore delegato di Coca-Cola Roberto C. Goizueta.

McDonald’s ha fatto sapere di voler proseguire la sua partnership con Coca-Cola, iniziata più di 70 anni fa nel 1955. Allo stesso tempo l’azienda ha aggiunto che si lascia «guidare dall’evoluzione delle preferenze dei clienti e dalle tendenze emergenti». In questo senso si aspetterebbe più collaborazione e inventiva da parte di Coca-Cola, ha detto al Wall Street Journal Jim Lewis, ex proprietario e direttore di diversi ristoranti di McDonald’s a New York che ha lavorato a stretto contatto con Coca-Cola per più di trent’anni.

Il nuovo amministratore delegato di Coca-Cola Henrique Braun ha confermato che la partnership con McDonald’s è «fantastica», ma in un’intervista in cui gli è stato chiesto di commentare una nuova collaborazione della catena con Red Bull ha detto che «come facciamo con tutti i nostri clienti, rispettiamo le loro decisioni».

Non è la prima volta che McDonald’s “si allontana” da Coca-Cola e inizia a prendere in considerazione delle alternative alla tradizionale bevanda gassata. All’inizio degli anni Duemila i punti vendita cominciarono a rendere disponibili i prodotti venduti singolarmente e non solo con la formula fissa dei menù, una decisione che compromise l’automatismo dell’associazione tra i panini e le bibite gassate, che nella stragrande maggioranza dei casi erano Coca-Cola.

Sempre in quel periodo McDonald’s cominciò a vendere altri tipi di bibite analcoliche, che non fossero solo quelle gassate, come tè, limonate, frullati e caffè speciali, e avvenne anche una diversificazione nell’offerta delle bevande gassate. Nei ristoranti furono installati frigoriferi in cui si proponevano i prodotti di Pepsi in bottiglia (come la popolare bevanda americana Mountain Dew), e successivamente McDonald’s iniziò anche a vendere le bibite della Dr Pepper, un’altra bevanda molto apprezzata negli Stati Uniti e di cui non esisteva un corrispettivo altrettanto apprezzato prodotto da Coca-Cola.

Il fast food sperimentò anche la vendita di altre bevande ed energy drink, come la Monster e la Red Bull, e negli anni Dieci decise che avrebbe cominciato ad investire di più nelle bevande al caffè, vista la crescente competizione di Starbucks. A questo proposito nel 2023 McDonald’s sperimentò l’apertura di cinque negozi “CosMc’s”, di fatto delle caffetterie in cui era possibile ordinare, oltre a qualche prodotto per la colazione, anche decine di bevande personalizzabili alla frutta, granite, succhi e mix molto dolci e colorati con schiume e sciroppi.

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Questi negozi non ebbero successo e furono chiusi poco più di un anno dopo l’apertura. Attualmente l’azienda sta cercando di capire quale sarà la combinazione migliore dell’offerta di bevande da servire nei propri ristoranti, cercando di seguire i cambiamenti delle abitudini dei consumatori.

Dal canto suo Coca-Cola sta cercando allo stesso modo di adeguarsi ai tempi e ideare prodotti più vicini alle aspettative dei clienti: l’ha dimostrato per esempio a una fiera nazionale per la ristorazione a Chicago il mese scorso, in cui ha presentato una vasta gamma di nuove bevande fredde in fase di sperimentazione, come una limonata alla fragola e al miele piccante (Strawberry Hot Honey Lemonade) e un mix di tè, latte e sciroppo di mirtillo (Blueberry London Fog). È la prima volta nella sua storia che Coca-Cola presenta in anteprima i prodotti ancora in fase di lavorazione, e questo per molti ha rappresentato l’intenzione dell’azienda di stare al passo coi tempi.