Il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo regolamento sui rimpatri, che permetterà di creare centri di detenzione fuori dall’Unione

Il Parlamento Europeo durante una votazione il 17 giugno 2026 (Unione Europea/Christian CREUTZ)
Il Parlamento Europeo durante una votazione il 17 giugno 2026 (Unione Europea/Christian CREUTZ)

Mercoledì il Parlamento Europeo ha approvato il nuovo regolamento europeo sui rimpatri delle persone straniere senza documenti che si trovano nel territorio dell’Unione Europea. Il nuovo regolamento prevede norme che serviranno a espellere più facilmente le persone senza documenti ed è in linea con le politiche più severe sulla migrazione adottate negli ultimi anni in vari paesi europei.

Uno dei cambiamenti di cui si è parlato di più è la possibilità per i governi europei di creare centri per la detenzione e il rimpatrio anche al di fuori del territorio dell’Unione, in cui potranno essere trasferite le persone straniere che non hanno i documenti in regola, comprese famiglie con minori. Sono centri simili a quelli che il governo italiano ha costruito in Albania, ma che sono rimasti largamente inutilizzati, proprio perché considerati al di fuori delle norme europee.

Con il nuovo regolamento le persone straniere senza documenti potranno essere detenute in questi centri per un periodo massimo di due anni, con una possibile proroga di sei mesi; al momento possono restarci per un massimo di sei mesi. Se vengono considerate un potenziale rischio per la sicurezza, invece, potranno essere detenute senza limiti di tempo precisi.

Per entrare definitivamente in vigore adesso il regolamento dovrà essere approvato anche dal Consiglio dell’Unione Europea. Dal momento che il Consiglio si era già accordato sul testo da approvare con il Parlamento e con la Commissione Europea, però, l’approvazione è considerata una formalità.

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