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  • Lunedì 15 giugno 2026

Le vacanze di gruppo solo per leggere

Nei ritiri letterari si sta molto in silenzio e quando si parla lo si fa soprattutto di libri, in posti particolarmente adatti

Partecipanti al ritiro letterario di Page Break in una tenuta negli Stati Uniti (Yuvraj Khanna/The New York Times/contrasto)
Partecipanti al ritiro letterario di Page Break in una tenuta negli Stati Uniti (Yuvraj Khanna/The New York Times/contrasto)
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Qualche settimana fa la giornalista del New York Times Elisabeth Egan era piuttosto nervosa all’idea di trascorrere un intero fine settimana in una casa insieme a un gruppo di sconosciuti con un unico programma: leggere. Aveva deciso di partecipare a un weekend organizzato da Page Break, che propone ritiri dedicati ai libri e alla lettura, un formato che negli ultimi anni è diventato molto popolare negli Stati Uniti e nel Regno Unito, ma che sta avendo successo anche in Italia.

Questi ritiri funzionano in modo piuttosto semplice: le persone si ritrovano per alcuni giorni in una casa o in una struttura isolata, dedicano molto tempo alla lettura e condividono momenti di socialità con persone che condividono almeno un interesse, quello per i libri.

In Italia diversi viaggi di questo tipo vengono organizzati da influencer e creator che si occupano di libri. Per molte di loro rappresentano un modo per diversificare le entrate senza dipendere esclusivamente dalla pubblicità o dalle collaborazioni commerciali, ma sono anche un’occasione per conoscere di persona i propri follower e costruire con loro un rapporto più diretto.

Gaia Lapasini e Giulia Buzzoni, due book influencer, sono state tra le prime in Italia a organizzare i ritiri di lettura. Nel 2023 fondarono il sito e la pagina Instagram Viaggiare coi libri e organizzarono il primo ritiro letterario, in Umbria: andò piuttosto bene e decisero di replicare. Si resero conto infatti che in Italia c’era ancora poca offerta per questo tipo di attività, nonostante ci fosse molto interesse. Da allora hanno iniziato a organizzare sempre più eventi: oggi ne propongono almeno due al mese, a volte anche tre, e per loro è diventato un lavoro.

Nei loro ritiri letterari il tema di solito è libero, ognuno porta il libro che preferisce da casa e poi se ne discute in alcuni momenti conviviali, per esempio a tavola. È anche capitato che organizzassero degli eventi in collaborazione con delle case editrici, che in quei casi regalavano a tutte le partecipanti un libro che poi sarebbe stato discusso durante il ritiro.

Il successo di questo tipo di ritiri può sembrare bizzarro perché il loro scopo principale è stare in silenzio a leggere. Secondo Lapasini e Buzzoni però molti lettori coltivano la propria passione in solitudine perché spesso non hanno amici o conoscenti con cui parlarne, e sono ben disposti a pagare per farlo in compagnia. Inoltre partecipare a un ritiro permette di dedicarsi esclusivamente alla lettura senza doversi giustificare, «quando spesso prendersi un intero weekend per “non fare nulla” se non leggere potrebbe essere visto come strano; qui, invece, è l’attività principale condivisa da tutti, permettendo di rallentare i ritmi senza sensi di colpa» dicono.

Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, dove questo fenomeno esiste da più tempo, ci sono più ritiri molto diversi tra loro. Per esempio quello di Page Break punta sul fatto che durante il ritiro si alternano dei momenti di lettura ad alta voce con momenti di lettura individuale. I partecipanti leggono lo stesso libro che viene scelto tra opere di autori newyorkesi, in modo che alcuni possano partecipare di persona incontrando il gruppo in una località vicina. È una cosa che aggiunge ovviamente un elemento di attrattiva ai ritiri, ma rappresenta un’eccezione.

Come ha detto a Bloomberg Mikey Friedman, il fondatore di Page Break, al ritiro partecipano perlopiù persone tra i venticinque e i quarant’anni che sono troppo impegnate per dedicarsi a un club del libro vero e proprio, che prevede un impegno più costante rispetto a un singolo weekend ogni tanto.

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Di solito questi viaggi hanno un pubblico prevalentemente femminile, perché le donne rappresentano la maggioranza dei lettori e specialmente dei lettori di romanzi, più adatti a questo genere di incontri. Ci sono anche dei ritiri letterari dedicati esclusivamente alle donne, come l’americano Bad Bitch Book Club, mentre quello che si chiama Ladies who lit organizza viaggi lontani, fuori dagli Stati Uniti, come in un casale in Emilia-Romagna, alle isole Svalbard in Norvegia o a Bali in Indonesia.

I ritiri di lettura vengono organizzati quasi sempre in luoghi pensati per favorire il relax e la concentrazione. Raramente si svolgono in città: più spesso vengono ospitati in grandi case di campagna, agriturismi o strutture immerse nella natura, con ampi spazi esterni e, spesso, una piscina. I prezzi variano in base alla durata del soggiorno e alla sistemazione scelta, ma tendono a essere piuttosto elevati anche quando il ritiro dura soltanto un fine settimana.

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Anche se oggi la lettura è spesso percepita come un’attività individuale, non è sempre stato così. Fino al secolo scorso, infatti, l’alfabetizzazione non era diffusa e la fruizione dei testi avveniva spesso in forma collettiva. «La quantità media di luce era pari a quella emessa da un frigorifero», ha raccontato a Bloomberg Abigail Williams, docente di inglese al King’s College e autrice di The Social Life of Books. In un contesto in cui leggere significava anche condividere risorse limitate, la letteratura aveva una dimensione sociale molto forte. Oltre a consentire un risparmio di candele e illuminazione, dice Williams, i testi letti ad alta voce o in gruppo offrivano «uno spunto per l’impegno sociale e la discussione». Con l’arrivo dell’elettricità e la progressiva diffusione dell’alfabetizzazione, la lettura si è però spostata sempre più nella sfera privata, diventando un’attività prevalentemente solitaria.

Oggi, tuttavia, ci sono forme di ritorno alla dimensione collettiva della lettura, dai gruppi di lettura ai reading party – incontri in cui ci si ritrova in uno stesso spazio per leggere in silenzio – fino ai viaggi di gruppo a tema letterario, che stanno guadagnando popolarità.

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