L’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán è stato rieletto leader del suo partito, nonostante la sconfitta alle elezioni

Viktor Orbán arriva al congresso di Fidesz, il 13 giugno a Budapest
Viktor Orbán arriva al congresso di Fidesz, il 13 giugno a Budapest (EPA/Zoltan Mathe)

Sabato il partito sovranista dell’ex primo ministro ungherese Viktor Orbán, Fidesz, lo ha rieletto leader nonostante la netta sconfitta alle elezioni dello scorso aprile. In precedenza Orbán aveva rinunciato al suo seggio in parlamento, dicendo che si sarebbe dedicato alla riorganizzazione del partito. La sua rielezione come leader, per un anno di incarico, è stata votata da 729 delegati su 737 delegati al congresso e non c’erano altri candidati.

Non è sorprendente visto il ferreo controllo di Orbán sul suo partito, che nei suoi 16 anni al potere era diventato uno strumento per infiltrare lo stato e instaurare un sistema clientelare. Al congresso Orbán si è assunto la responsabilità della sconfitta. Fidesz resta nominalmente il principale partito dell’opposizione: rispetto alle elezioni, quando aveva preso il 39 per cento, però è crollato nei sondaggi al 17 per cento. Il partito del nuovo primo ministro Péter Magyar, invece, è dato al 55 per cento, due punti percentuali più del risultato elettorale.

Da allora molti collaboratori e imprenditori vicini a Orbán se ne stanno andando dall’Ungheria, perché temono di essere accusati e processati per corruzione. Uno dei principali obiettivi di Magyar è rimuovere le tante persone piazzate da Orbán nelle istituzioni e nelle aziende pubbliche: ha promesso di farlo con metodi drastici, se non se ne andranno spontaneamente.

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