Intesa Sanpaolo ha fatto un’offerta per acquistare MPS

È un nuovo e grosso sviluppo nel “risiko bancario”, in cui sono coinvolti anche Unipol, Generali, BPER Banca e Banco BPM

Una filiale di Intesa Sanpaolo a Milano, 28 luglio 2025 (Giuliano Berti/Bloomberg)
Una filiale di Intesa Sanpaolo a Milano, 28 luglio 2025 (Giuliano Berti/Bloomberg)
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Intesa Sanpaolo ha presentato un’Offerta Pubblica di Acquisto e Scambio (OPAS) da 30,6 miliardi di euro per il gruppo bancario MPS (Monte dei Paschi di Siena), in piccola misura ancora partecipato dallo Stato italiano attraverso il ministero dell’Economia. Un’OPAS è un’operazione finanziaria con cui un soggetto dichiara pubblicamente di voler acquistare le azioni di una società quotata in borsa, offrendo in cambio ai soci sia una somma di denaro sia azioni in cambio di azioni.

Se l’operazione riuscisse, Intesa Sanpaolo diventerebbe il secondo gruppo bancario di tutta Europa per valore in borsa, nell’ennesimo stravolgimento dell’assetto bancario italiano ed europeo. È una dinamica nota come “risiko bancario”, secondo cui i gruppi bancari cercano di acquisirsi l’un l’altro per consolidarsi, diventare più grandi, ridurre i costi, offrire più prodotti ai clienti e soffrire meno le crisi.

L’offerta di Intesa Sanpaolo è arrivata dopo che domenica 7 giugno il concorrente Banco BPM aveva presentato a MPS una proposta di fusione alla pari. L’obiettivo della proposta di Banco BPM sarebbe creare un grande gruppo bancario che possa rompere l’attuale duopolio di fatto del mercato, composto da Intesa Sanpaolo e Unicredit. L’offerta di Banco BPM è stata fatta per precedere l’offerta di Intesa Sanpaolo, che si sapeva fosse imminente.

L’offerta di Intesa Sanpaolo valuta le azioni di MPS 10,09 euro ciascuna, e per ogni azione di MPS prevede un corrispettivo composto da 1,6 azioni ordinarie di nuova emissione Intesa Sanpaolo e da una parte in denaro pari a 1 euro. È una valutazione più alta rispetto alle ultime chiusure di borsa di MPS. Intesa Sanpaolo vorrebbe raggiungere almeno il 66,67 per cento del capitale di MPS.

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Per prevenire un eventuale blocco dell’Antitrust, l’autorità garante della concorrenza e del mercato che vieta i monopoli, il piano con cui Intesa Sanpaolo vuole comprare MPS comprende una sorta di spartizione con Unipol, che è una compagnia assicurativa quotata in borsa. A Unipol verrebbero ceduti il marchio MPS, circa 635 filiali e la maggior parte delle strutture centrali necessarie a operare come istituto autonomo. Il tutto per un valore compreso tra 3 e 3,5 miliardi di euro.

Domenica 7 giugno Unipol ha riunito il proprio consiglio di amministrazione predisponendo un aumento di capitale da 2,5 miliardi per sostenere l’operazione, e proponendo a BPER Banca, l’ex Banca Popolare dell’Emilia-Romagna di cui Unipol è socio principale con quasi il 20 per cento di capitale, la fusione degli sportelli di MPS che si avvia ad acquisire. Sarebbe di fatto una fusione tra BPER e MPS, che insieme formerebbero un terzo grande gruppo bancario oltre a Intesa Sanpaolo e Unicredit. Se l’operazione andasse a buon fine, la nuova banca prenderebbe il nome di Banca Monte dei Paschi.

Intesa Sanpaolo manterrebbe invece Mediobanca, di cui MPS nel 2025 aveva ottenuto l’86,3 per cento delle azioni, il suo marchio, circa 625 filiali e una piccola quota delle sue strutture centrali.

La nota di Intesa Sanpaolo dice anche che a seguito della decisione di promuovere l’offerta per MPS, il consiglio di amministrazione ha approvato anche l’acquisto di una partecipazione pari al 3,01 per cento del capitale sociale di Generali, di cui Mediobanca possiede già una quota pari al 13,2 per cento.

Il comunicato di Intesa Sanpaolo la presenta come una mossa che ha ragioni esclusivamente finanziarie e contabili, ma di fatto, a operazione conclusa, Intesa Sanpaolo diventerebbe principale azionista di Generali con il 16 per cento circa delle azioni. Il gruppo Generali è considerato uno dei “fiori all’occhiello” della finanza italiana, ed è stato uno dei più ambiti nelle recenti acquisizioni che hanno trasformato l’assetto bancario italiano.