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  • Giovedì 4 giugno 2026

Israele e Libano hanno rinnovato il fragile cessate il fuoco, ma senza Hezbollah

Che infatti ha già detto che non lo rispetterà: il gruppo e l'esercito israeliano stanno continuando ad attaccarsi

Un bambino guarda fuori dalla finestra di un ospedale distrutto dai bombardamenti israeliani a Tiro, in Libano (AP Photo)
Un bambino guarda fuori dalla finestra di un ospedale distrutto dai bombardamenti israeliani a Tiro, in Libano (AP Photo)
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I governi di Israele e Libano si sono accordati per rinnovare il fragile cessate il fuoco entrato in vigore il 16 aprile, attraverso una mediazione degli Stati Uniti. L’accordo però non include Hezbollah, che non risponde al governo libanese e contro cui Israele sta combattendo. Il suo capo, Naim Qassem, ha rifiutato l’accordo e ha detto che continuerà ad attaccare Israele e i suoi soldati in Libano finché non si saranno ritirati e avranno smesso di attaccare il paese.

Nelle ore successive infatti l’esercito israeliano ed Hezbollah hanno continuato ad attaccarsi come hanno fatto quasi ogni giorno nelle ultime settimane, nonostante il cessate il fuoco in vigore. Giovedì pomeriggio il gruppo ha lanciato due missili contro le truppe israeliane stanziate nel sud del Libano: uno è stato intercettato mentre l’altro ha mancato il bersaglio, senza causare feriti. Israele ha bombardato tre centri abitati e la periferia della città portuale di Tiro, sempre nel sud del paese, uccidendo quattro persone.

L’accordo prevede che i governi di Israele e Libano continuino i colloqui nelle prossime settimane, con l’obiettivo che in futuro le forze armate libanesi prendano il controllo della zona cuscinetto ora occupata da Israele a sud del fiume Litani (o Leonte).

Dopo l’annuncio dell’accordo il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha detto che l’esercito israeliano continuerà a occupare il sud del Libano fino a che non si sarebbero interrotti gli attacchi di Hezbollah contro il nord di Israele. Katz ha detto anche che i civili libanesi sfollati non potranno tornare alle proprie case fino al ritiro israeliano.

L’accordo è stato fatto dopo che negli ultimi giorni Israele aveva espanso le proprie operazioni militari superando il limite del fiume Litani: il governo israeliano aveva sostenuto che queste operazioni servissero a impedire a Hezbollah, il gruppo alleato dell’Iran, di continuare a lanciare droni verso Israele.

L’annuncio dell’accordo arriva peraltro dopo che lunedì il presidente degli Stati Uniti Donald Trump aveva detto che era stato raggiunto un accordo tra Israele e Hezbollah per fermare i reciproci attacchi. Poco dopo l’annuncio, però, il primo ministro Benjamin Netanyahu lo aveva smentito. «Ho parlato con il presidente Trump questa sera e gli ho detto che se Hezbollah non smetterà di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà gli obiettivi terroristici a Beirut», aveva detto. La città era stata bombardata intensamente nelle prime settimane di guerra, ma dopo i primi accordi con il governo libanese Israele aveva ridotto molto gli attacchi.