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  • Mercoledì 3 giugno 2026

Una notte di attacchi nel Golfo Persico

Sono stati tra i più intensi dall'inizio del cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, mentre i negoziati continuano a non andare da nessuna parte: in Kuwait una persona è stata uccisa

Lo Stretto di Hormuz visto da Bandar Abbas, in Iran, l'1 giugno del 2026 (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
Lo Stretto di Hormuz visto da Bandar Abbas, in Iran, l'1 giugno del 2026 (Amirhosein Khorgooi/ISNA via AP)
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Gli Stati Uniti e l’Iran hanno ripreso ad attaccarsi a vicenda, in una delle notti più violente dall’inizio del cessate il fuoco, lo scorso 13 aprile.

Gli attacchi sono iniziati quando gli Stati Uniti hanno bombardato una petroliera registrata in Botswana diretta verso un porto iraniano sull’isola di Kharg. Il comando interforze in Medio Oriente degli Stati Uniti (CENTCOM) ha detto che la nave non aveva rispettato il blocco statunitense sui porti iraniani e che il suo equipaggio aveva ignorato le richieste statunitensi di tornare indietro. In risposta, l’Iran ha detto di aver attaccato una nave portacontainer registrata in Liberia e appartenente alla compagnia svizzera MSC, ma non sembra che la nave abbia subìto danni (lunedì l’Iran aveva colpito un’altra nave di MSC in un porto iracheno).

Gli Stati Uniti poi hanno detto di aver bombardato una stazione di controllo militare iraniana sull’isola di Qeshm, la più grande nello stretto di Hormuz, mentre l’Iran ha lanciato due missili contro il Kuwait e tre contro il Bahrein, in corrispondenza di basi militari statunitensi. In base alle informazioni disponibili, sembra che nessuno dei missili iraniani sia arrivato a destinazione: alcuni sono stati intercettati dagli Stati Uniti mentre altri si sono disintegrati in volo. Entrambi i paesi hanno giustificato gli attacchi parlando di autodifesa e rappresaglia nei confronti del nemico.

Mercoledì mattina poi l’Iran ha colpito con dei droni un terminal passeggeri dell’aeroporto internazionale del Kuwait, vicino alla capitale Kuwait City, causando grossi danni all’edificio. Il ministero della Salute del paese ha detto che l’attacco ha ucciso una persona e ne ha ferite 63.

Gli attacchi sono stati compiuti in un contesto di completo stallo nei negoziati sulla fine della guerra fra Iran e Stati Uniti. Lunedì l’agenzia di stampa iraniana Tasnim, legata ai Guardiani della rivoluzione, aveva scritto che l’Iran aveva sospeso i colloqui per protestare contro l’avanzata in Libano dell’esercito israeliano, che nonostante il cessate il fuoco in queste settimane ha ripreso le operazioni di terra raggiungendo una zona in cui non arrivava dal 2000. Poche ore dopo il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu aveva detto di aver dato l’ordine di attaccare nuovamente la capitale libanese Beirut, ma il presidente statunitense Donald Trump l’aveva fermato.

Trump aveva poi detto che Israele e il gruppo radicale libanese Hezbollah, alleato dell’Iran, avevano acconsentito a sospendere gli attacchi durante il cessate il fuoco, ma Netanyahu aveva negato.