Donald Trump dice che Israele e Hezbollah hanno concordato di non attaccarsi a vicenda, Netanyahu ha negato

In un messaggio pubblicato sul social network Truth, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha detto che è stato raggiunto un accordo tra Israele e Hezbollah per fermare i reciproci attacchi. Trump ha anche precisato di aver avuto una conversazione «molto produttiva» con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu assicurando che le truppe dell’IDF attualmente in marcia verso i quartieri meridionali di Beirut «faranno marcia indietro». Trump ha poi aggiunto di aver avuto «una conversazione molto positiva con Hezbollah» attraverso dei «rappresentanti di alto livello», che «tutte le sparatorie si fermeranno», che «Israele non li attaccherà» e che «loro non attaccheranno Israele».
Dopodiché sono arrivate le dichiarazioni di Netanyahu: «Ho parlato con il presidente Trump questa sera e gli ho detto che se Hezbollah non smetterà di attaccare le nostre città e i nostri cittadini, Israele colpirà gli obiettivi terroristici a Beirut». Il primo ministro israeliano ha aggiunto che la loro posizione «rimane invariata» e che «le Forze di Difesa israeliane continueranno a operare come previsto nel Libano meridionale».
Poco prima l’ambasciata del Libano negli Stati Uniti aveva invece confermato le dichiarazioni di Trump dicendo che Hezbollah aveva accettato la proposta degli Stati Uniti, e che era pronto a impegnarsi a non colpire Israele in cambio di un impegno analogo a non colpire i quartieri meridionali di Beirut. Il comunicato dell’ambasciata diceva anche che Donald Trump aveva avuto una conversazione telefonica con l’ambasciatrice del Libano negli Stati Uniti, Nada Maawad, durante la quale il presidente USA le aveva detto «di aver ottenuto l’approvazione del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’accordo proposto».
Martedì 2 giugno sono previsti nuovi colloqui tra Libano e Israele, mediati dagli Stati Uniti. È però piuttosto improbabile che venga raggiunta un’intesa già in giornata.
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