Da dove è uscita Renate Reinsve
Cinque anni fa la protagonista del film che ha vinto la Palma d'Oro a Cannes stava pensando di abbandonare la recitazione: ora è una delle attrici europee più richieste

Cinque anni fa veniva presentato a Cannes il film norvegese La persona peggiore del mondo, la cui protagonista Renate Reinsve era in quel momento sconosciuta al di fuori della Norvegia. Fu un successo istantaneo, soprattutto per l’interpretazione di Reinsve, che vinse la Palma per la miglior attrice protagonista. Aveva 33 anni e una carriera così anonima che, raccontò, il giorno prima che le venisse chiesto di fare quel film aveva deciso di mollare la recitazione.
Cinque anni dopo è la protagonista del film vincitore della Palma d’oro al festival di Cannes di quest’anno, Fjord. Tra questi due momenti di grandissima esposizione ci sono stati ruoli minori e una nomination all’Oscar che l’hanno resa una delle attrici europee più richieste nel cinema internazionale.
«In Norvegia abbiamo una storia cinematografica molto breve. Stiamo cominciando a crearla ora, ed è eccitante essere parte della costruzione di qualcosa», ha detto la stessa Reinsve parlando del suo successo e di quello di La persona peggiore del mondo e di Sentimental Value, i due film di Joachim Trier per i quali è più nota. Sentimental Value è uscito nel 2025 ed è stato candidato a nove Oscar, di cui ha vinto quello come miglior film internazionale.

Renate Reinsve a Cannes, 23 maggio 2026 (Victor Boyko/Getty Images)
Tra l’uscita di La persona peggiore del mondo nel 2021 e oggi, Renate Reinsve ha recitato in un film italiano (Another End di Piero Messina con Gael García Bernal), una serie tv americana (Presunto innocente per Apple TV), un film americano indipendente (A Different Man con Sebastian Stan), e ora è in uscita al cinema in tutto il mondo un film horror della A24, società di produzione molto accreditata, con lei protagonista intitolato Backrooms.
Reinsve oggi è così ambita che i ruoli che interpreta vengono trasformati in personaggi norvegesi così che lei li possa recitare col suo accento, e che qualsiasi ruolo femminile norvegese ha lei come prima scelta. È così per esempio che è diventata la protagonista di Fjord. Il film racconta la vera storia di una coppia romeno-norvegese a cui i servizi sociali della Norvegia hanno sottratto i figli perché sospettata di maltrattamenti. Lo ha scritto e diretto Cristian Mungiu: il suo nome non è molto noto ma è uno degli autori europei più importanti e apprezzati. Recitare in un suo film può essere considerato un traguardo per qualsiasi attore o attrice europei, e vista la nazionalità del personaggio in questo caso era chiaro che non ci fosse altra possibile scelta se non Renate Reinsve.
Reinsve ha raccontato a Elle che quando aveva deciso di lasciare la recitazione, poco prima che Joachim Trier la contattasse per La persona peggiore del mondo, pensava sarebbe diventata una falegname. Raccontò che per tutta la vita era stata cacciata o aveva lasciato quello che aveva intrapreso (non diversamente dalla protagonista di La persona peggiore del mondo). Allontanata dalla scuola, dalle girl scout e in rotta con la famiglia quando era adolescente, a 20 anni finì a vivere a Edimburgo perché aveva trovato un volo dalla Norvegia a una sterlina.

Renate Reinsve alla cerimonia degli Oscar 2026 (John Shearer/98th Oscars/Getty Images The Academy via Getty Images)
Lì lavorò come barista e frequentò il Fringe Festival (uno degli eventi di spettacolo e arti performative più noti al mondo), maturando la decisione di diventare attrice. Essendo cresciuta in una fattoria in un centro piccolissimo, aveva avuto poche occasioni di contatto con il mondo della recitazione se non a scuola. La sua attività principale fino a quel momento era stato il nuoto professionistico, ma anche da quello era stata cacciata perché non sopportava tutto l’impegno che richiedeva.
Fu solo quando tornò a Oslo per tentare più seriamente la carriera di attrice che incontrò per la prima volta Joachim Trier. Era il 2011 e fu presa per una parte piccolissima in Oslo, 31. august. Il protagonista è un uomo che per un giorno lascia la clinica di riabilitazione dalla tossicodipendenza in cui è ricoverato per tornare nella sua città e vedere vecchi amici. Reinsve compare verso la fine e ha una sola battuta.
Ciò nonostante sul set strinse un legame con Trier, con il quale rimase vagamente in contatto lungo gli anni, e che poi dieci anni dopo la chiamò per chiudere un cerchio: Oslo, 31. august era il secondo film di una ideale trilogia di film sulla capitale norvegese di cui La persona peggiore del mondo sarebbe stato il terzo.

Renate Reinsve e Joachim Trier (Stephane Cardinale – Corbis/Corbis via Getty Images)
Aiutò il fatto che nel 2014 Isabelle Huppert, una delle più grandi attrici viventi, vide Renate Reinsve recitare in un dramma teatrale. Non sapeva il suo nome ma il giorno dopo parlò di questa ragazza che l’aveva colpita con il regista con il quale stava girando il film Segreti di famiglia, cioè proprio Joachim Trier.
Il modo di recitare di Renate Reinsve è quello tipico del cinema d’autore europeo, tanto che è stata lei stessa a raccontare di non essersi trovata bene nella serie statunitense Presunto innocente. Nel sistema americano, specialmente in quello seriale, non c’è un autore con cui gli attori possono concordare stile e intenzioni delle scene, ma ci sono un copione e una produzione che impostano uno stile a cui adeguarsi. Nel cinema d’autore europeo invece ogni film è un prototipo e per ognuno ci si inventa qualcosa di diverso. In questo Renate Reinsve è bravissima e questo di lei viene molto apprezzato. Non è il tipo di attrice intensa, che punta sul comunicare sentimenti forti. Semmai è il tipo di attrice che sembra non star neanche recitando, i cui personaggi si presentano come ordinari e al contempo interessanti.

(Taylor Hill/FilmMagic)
Reinsve ha spiegato al Los Angeles Times che il modo in cui vengono preparati film come Sentimental Value o La persona peggiore del mondo prevede di incontrarsi con il regista e altri attori tre volte a settimana per sei settimane. L’obiettivo di questi incontri è scambiare idee sul film e costruire una confidenza con i personaggi che poi darà agli attori margini maggiori di intervento sulla recitazione. Solo così, secondo Reinsve, si raggiungono i momenti migliori di quei film, che poi sono spesso anche i più celebrati. Per esempio la scena molto raccontata in cui le sorelle si abbracciano sul letto in Sentimental Value è stata frutto di un’improvvisazione (in particolare fu uno spunto di Inga Ibsdotter Lilleaas), e non avrebbe potuto essere così coerente con gli intenti del film se le attrici non avessero condiviso così tante idee con il regista in anticipo.

Quella scena di Sentimental Value



