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  • Lunedì 25 maggio 2026

Il duro discorso del presidente di Israele contro la violenza dei coloni

Isaac Herzog ha parlato di «brutalità» che non vanno tollerate, mentre Netanyahu e il suo governo le hanno sempre ignorate o minimizzate

Il presidente israeliano Isaac Herzog con il primo ministro Benjamin Netanyahu il 14 aprile 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)
Il presidente israeliano Isaac Herzog con il primo ministro Benjamin Netanyahu il 14 aprile 2026 (AP Photo/Ohad Zwigenberg)

Domenica il presidente israeliano Isaac Herzog ha tenuto un discorso insolitamente duro per condannare quello che ha definito un «terribile processo di brutalizzazione» della società israeliana, con particolare riferimento alle violenze compiute dai coloni contro i palestinesi in Cisgiordania e al trattamento dei prigionieri nelle carceri del paese. Il discorso di Herzog accompagnava la consegna del Jerusalem Unity Prize, un premio destinato a promuovere il rispetto reciproco, l’unità, la tolleranza e l’armonia sociale.

Herzog ha detto che in Israele c’è «un’ondata di terribile violenza portata avanti da una folla anarchica, con atti che contravvengono a ogni legalità, moralità o norma ebraica». Ha aggiunto che alcune parti della società israeliana non solo hanno normalizzato la violenza, ma «la celebrano e la rivendicano con orgoglio»: «Non dobbiamo tollerare la brutalità che viene dai margini della nostra società e che minaccia tutti noi».

Le funzioni del presidente israeliano sono perlopiù cerimoniali, e il suo peso politico è limitato. Negli ultimi tempi però i rapporti di Herzog con il governo del primo ministro Benjamin Netanyahu, il più a destra nella storia del paese, sono diventati più problematici. Tra le altre cose, Netanyahu e i suoi alleati criticano Herzog perché non ha ancora concesso a Netanyahu la grazia che ha chiesto per un processo in cui è imputato per corruzione, in corso da anni.

Isaac Herzog durante la cerimonia di commemorazione dei soldati morti in guerra, il 21 aprile 2026 (Ilia Yefimovich/Pool Photo via AP)

Nel discorso Herzog ha fatto riferimenti diretti alle violenze dei coloni in Cisgiordania, sostenendo che le forze di sicurezza israeliane passino «la gran parte del loro tempo» a gestire la violenza degli estremisti ebrei. In realtà spesso l’esercito non fa nulla per evitare questo genere di violenze, si schiera in pressoché tutte le situazioni con i coloni e in molti casi partecipa direttamente agli attacchi contro i palestinesi. Il governo di Netanyahu ha sempre minimizzato il problema, definendolo per esempio una situazione creata «da gruppetti di ragazzini», e ha sostenuto la creazione di molte nuove colonie, ritenute illegali dal diritto internazionale.

– Leggi anche: A Israele basta un solo mese per creare una colonia illegale in Cisgiordania

Herzog ha anche parlato di «comportamenti umilianti e riprovevoli da parte di estremisti nei confronti dei cristiani e dei musulmani e dei loro simboli». È stato interpretato come un riferimento ai recenti episodi in cui soldati israeliani hanno distrutto crocifissi in Libano e all’attacco a una suora a Gerusalemme.

Un trattore bruciato in un attacco di coloni a Tayasir, vicino a Tubas, in Cisgiordania, il 31 marzo 2026 (AP Photo/Majdi Mohammed)

Un altro argomento del discorso è stato il trattamento delle persone detenute. Herzog ha ribadito che è «proibito maltrattarle»: «Siamo testimoni di atti barbarici commessi da una manciata di persone che ritengono che i detenuti, gli indagati o i sospettati non abbiano alcun diritto».

In questo caso il principale destinatario del messaggio era il ministro per la Sicurezza nazionale Itamar Ben Gvir, il più estremista del governo israeliano. Mercoledì il suo video in cui camminava con fare ostile e sprezzante tra gli attivisti della Global Sumud Flotilla, legati e tenuti con la faccia a terra al porto di Ashdod in Israele, aveva provocato moltissime critiche. Il ministero di Ben Gvir è anche responsabile delle carceri israeliane, dove ci sono denunce di abusi sistematici, privazioni e violenze a danno dei palestinesi.

Ben Gvir ha chiesto le dimissioni di Herzog, sostenendo che «chi definisce centinaia di migliaia di cittadini israeliani dei bruti non è adatto a ricoprire la carica» di presidente.