Gli Stati Uniti hanno ridotto i loro soldati in Europa al livello più basso dal 2021
Hanno tagliato una brigata da combattimento, e hanno fatto capire che intendono fare altre riduzioni

Il dipartimento della Difesa degli Stati Uniti ha annunciato di aver cancellato lo schieramento di oltre 4.000 soldati in Europa e che rivedrà più in generale la disposizione delle truppe americane sul territorio europeo. Nello specifico, ha annunciato di avere ridotto da quattro a tre il numero delle brigate da combattimento in Europa. Negli Stati Uniti una brigata è l’unità di base dell’esercito, ed è composta appunto da circa 4.000-4.500 soldati.
Questo annuncio arriva dopo che, negli scorsi mesi, Trump aveva minacciato più volte di ritirare soldati americani dai paesi europei (compresa l’Italia), ritenuti ingrati per non aver aiutato maggiormente gli Stati Uniti nella guerra in Medio Oriente. La riduzione di una brigata porta il numero di soldati americani presenti in Europa al livello del 2021, prima che le difese europee fossero rafforzate a seguito dell’invasione russa dell’Ucraina.
Il modo in cui si è arrivati al taglio di una brigata è stato abbastanza confuso. Tutto è cominciato con vaghe minacce di Trump, irritato perché secondo lui gli alleati europei non lo stavano aiutando a sufficienza nei suoi tentativi di riapertura dello stretto di Hormuz. Le cose sono però precipitate dopo che il cancelliere tedesco Friedrich Merz, in un evento pubblico a fine aprile, aveva detto che gli Stati Uniti stavano venendo «umiliati» dall’Iran.
Trump ha dapprima risposto con accuse e insulti e poi, pochi giorni dopo, la sua amministrazione ha detto che avrebbe ritirato circa 5.000 soldati dalla Germania. La settimana scorsa però il dipartimento della Difesa ha annunciato che avrebbe annullato lo schieramento di oltre 4.000 soldati (una brigata da combattimento) non dalla Germania, ma dalla Polonia. Nello specifico si trattava di soldati che erano già stati selezionati per una rotazione periodica (significa: per sostituire altri soldati che avevano terminato il loro periodo di stanza di nove mesi in Polonia) e di cui è stato deciso di annullare l’invio.
La notizia è stata sorprendente anzitutto perché l’obiettivo della ritorsione di Trump doveva essere la Germania, e poi perché la Polonia viene definita dagli Stati Uniti come un «alleato modello», che è molto fedele e che utilizza un’ampia percentuale del suo prodotto interno lordo per la difesa, come richiesto dall’amministrazione Trump.
L’annuncio di questa settimana, l’ultimo, ha aiutato a chiarire un po’ le cose, perché di fatto conferma che la brigata che non è stata inviata in Polonia non sarà rimpiazzata, portando appunto il numero di brigate da quattro a tre. Questo però non significa che sarà la Polonia a rimanere sguarnita, perché il dipartimento della Difesa ha detto che intende rivedere il modo in cui le truppe saranno schierate su tutto il continente: è probabile quindi che ci saranno dei movimenti di truppe a favore dell’«alleato modello» polacco e a discapito di altri paesi.
Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, il vice primo ministro della Polonia, ha scritto sui social media che gli Stati Uniti stanno facendo un «riposizionamento delle loro forze militari in Europa» ma che «non è stata presa alcuna decisione sulla riduzione delle capacità americane in Polonia».

Il segretario statunitense alla Difesa Peter Hegseth (AP Photo/Alex Brandon)
Non è chiaro se oltre a questo ritiro di soldati ce ne saranno altri. Negli scorsi giorni il generale Alexus Grynkewich, che è a capo del Comando europeo delle forze armate statunitensi, ha detto che non sono previste ulteriori riduzioni nel breve periodo, ma ha fatto capire che la tendenza degli Stati Uniti è ridurre la propria presenza militare in Europa nel corso dei prossimi anni, e rivedere complessivamente l’impegno americano per la difesa europea.
Gli Stati Uniti hanno circa 80 mila soldati dispiegati in Europa, e i due maggiori paesi ospitanti sono Germania e Italia.
Questa settimana Reuters ha scritto tra le altre cose che gli Stati Uniti intendono ridurre la quantità di soldati e mezzi messi a disposizione nel programma NATO Force Model, in base al quale ciascun paese determina la quota delle sue forze militari che può essere attivata in difesa degli alleati NATO in caso di una grossa crisi, per esempio una guerra. Di fatto significa che, nella programmazione delle forze armate americane (ma anche tedesche, italiane e degli altri alleati NATO) una certa quantità di soldati e mezzi è riservata alla difesa della NATO.
Questa quantità non è ovviamente resa pubblica, per non dare vantaggi ad alcuni avversari, ma secondo Reuters gli Stati Uniti intendono annunciare agli alleati che presto la ridurranno, non è chiaro di quanto.



